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Lunedì 22 Gennaio 2018 | 03:10

Puglia - Monumento al sergente-brigante

Pasquale Romano viene ritenuto dagli storici un brigante anomalo, militare borbonico credeva che il brigantaggio fosse una guerra civile per far tornare il Borbone
GIOIA DEL COLLE (BARI) - Per iniziativa del Gruppo Neoborbonico di Gioia del Colle, guidato da Diego Eramo, si svolgerà domani nel bosco di Vallata (sulla statale 171 Gioia del Colle-Santeramo) una cerimonia per ricordare Pasquale Romano, un ex sergente borbonico divenuto brigante e caduto in battaglia, proprio in quei boschi, mentre nel 1863 combatteva per il suo Re: Francesco II di Borbone, Franceschiello, Re delle due Sicilie, che nel 1860 aveva abbandonato Napoli alla volta di Gaeta.
In onore del sergente Romano - ucciso in battaglia nel gennaio 1863 dai cavalleggeri di Saluzzo - sarà inaugurato domani un monumento, una stele commemorativa realizzata da Ulderico Nisticò, sulla quale sono stati incisi i nomi degli altri caduti in quella battaglia.
Pasquale Romano viene ritenuto dagli storici un brigante anomalo. Mentre nasceva il regno d'Italia, sotto la bianca croce dei Savoia, nella Basilicata più aspra e chiusa, intorno al bosco di Lagopesole, a nord di Potenza, cominciò a proliferare il brigantaggio con frequenti contatti con i comitati sorti in Francia per sovvenzionare la causa borbonica, ma più spesso con un'ispirazione politica abbastanza vaga.
Il sergente Romano, invece, a quanto riferiscono gli esperti, credeva che il brigantaggio non sarebbe stato una mera vicenda criminale, ma che fosse una guerra civile, l'unico modo per far tornare il Borbone. Unico brigante con una vera e propria impostazione militare, cercava di istruire e inquadrare militarmente i propri uomini. Con loro impazzava nel territorio di Gioia del Colle: a quanto si riferisce nella Relazione della Commissione d'inchiesta del deputato Massari, letta alla Camera nella tornata segreta del 3 Maggio 1863, alla sua morte, sul cadavere del sergente di Gioia del Colle vennero, trovate poesie, preghiere per la Vergine (cui lo legava una devozione profonda), il suo diario «Le mie disgrazie e una formula di giuramento cui sottoponeva i suoi affiliati che promettevano solennemente «di sempre difendere con effusione del sangue Iddio, il sommo pontefice Pio IX, Francesco II, re del regno delle Due Sicilie, ed il comandante della nostra colonna degnamente affidatagli e dipendere da qualunque suo ordine».
La cerimonia commemorativa comincerà alle 10.30 con un saluto ai partecipanti al limite del bosco di Vallata; alle 11.00 è prevista una celebrazione religiosa in memoria dei caduti. Alle 11.45 ci sarà un momento dedicato ai ricordi legati a quell' evento storico; infine, la benedizione e l'inaugurazione del monumento, prevista per le 12.00.

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