Cerca

Sabato 23 Settembre 2017 | 09:36

Allarme per falde inquinate di nitrati

La Regione Puglia ha approvato un piano di monitoraggio nell'uso dei fertilizzanti in agricoltura. Nel prossimo anno sarà stesa una mappa e poi un disciplinare
BARI - Perimetrazione delle aree agricole inquinate da nitrati, contenuti nei fertilizzanti, e che possono danneggiare le falde acquifere; informazione per agricoltori e allevatori delle buone pratiche agricole e attuazione degli interventi necessari. Sono questi i punti di un progetto congiunto elaborato dagli assessorati della Regione Puglia alle opere pubbliche, alle risorse agroalimentari e all'ecologia.
Il piano, approvato nell'ultima seduta di giunta del 2005 tenutasi il 30 dicembre scorso, è stato presentato oggi ai giornalisti dagli assessori Enzo Russo (risorse agroalimentari), Onofrio Introna (opere pubbliche) e Michele Losappio (ecologia).
«E' un provvedimento - ha spiegato Introna - che coinvolge le politiche dei tre assessorati e ha evitato alla Regione Puglia di incorrere nelle sanzioni della Comunità europea. Con questo atto avviamo un'attività che ci permetterà di disciplinare e monitorare l'uso corretto dei fertilizzanti in agricoltura». Il progetto fa riferimento - ha precisato Losappio - ad una direttiva comunitaria del 1991, relativa alla protezione delle acque dall'inquinamento provocato da nitrati provenienti da fonti agricole, e recepita dal Governo con un decreto legislativo nel 1999.
Quest'ultimo prevede l'impegno da parte delle Regioni di un monitoraggio dei territori agricoli per verificare eventuali eccessi di azoto e ammoniaca (i nitrati, appunto) nei fertilizzanti, che inquinano la falda acquifera.

«La Regione Puglia - ha detto ancora Losappio - in questi 14 anni se l'è presa comoda, fino a quando l'Unione Europea ha avviato una procedura d'infrazione, che avrebbe creato, oltre al pagamento di grosse sanzioni, anche il blocco dei finanziamenti previsti dai Por per la bonifica delle aree agricole». Con l'approvazione del piano è stato quindi superato il problema delle sanzioni (100.000 euro al giorno sino all'adeguamento alla direttiva comunitaria) e dei fondi Por.
Dall'agosto scorso, su iniziativa dell'assessorato alle Opere Pubbliche, è stato costituito un gruppo di lavoro fra i tre assessorati, che ha elaborato la mappa delle zone vulnerabili, dalla quale emergono alcuni territori a rischio in Capitanata, nel barese (in particolare a Terlizzi nelle aree destinate alla floricoltura) e nell'arco jonico-tarantino, dove si trovano le più vaste zone di allevamento zootecnico.
Dalla relazione tecnica - hanno precisato i tre assessori - è emersa «una situazione nel complesso positiva, con situazioni di superamento dei limiti poco estese e ubicate in prossimità di aree interessate da agricoltura intensiva».
Il piano prevede che entro il 31 dicembre 2006 si proceda alla redazione di un Programma d'Azione che deve contenere l'indicazione dei periodi di divieto di spandimento di fertilizzanti, la capacità di stoccaggio per effluenti da allevamento e le limitazioni dell'applicazione al terreno di fertilizzanti secondo il 'Codice di Buona Pratica Agricolà e con il rispetto del limite di 170 chilogrammi per ettaro l'anno di azoto da effluente zootecnico. Nei quattro anni successivi, dal 2007 al 2011, la Regione Puglia dovrà compiere gli interventi di attuazione della normativa «per un controllo e un monitoraggio rigorosi».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione