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Giovedì 21 Settembre 2017 | 06:50

Andria - È nata la Bat/1

Operativa dal 1° gennaio la nuova azienda sanitaria Barletta-Andria-Trani. Vi lavorano circa 3300 operatori per una popolazione di quasi 400.000 abitanti
ANDRIA (Bari) - Il 1° gennaio 2006 è nata la nuova azienda sanitaria Barletta-Andria-Trani (Bat/1), istituita con la legge regionale del giugno 2004, che avrà sede provvisoria ad Andria e comprende i distretti sanitari di Margherita di Savoia, San Ferdinando, Trinitapoli, Andria, Canosa di Puglia, Minervino Murge, Spinazzola, Barletta, Trani e Bisceglie.
La nuova struttura sanitaria è stata presentata oggi dal direttore generale della Ausl, Maurizio Giovanni Portaluri, dal direttore amministrativo, Gian Luigi Saraceni, e dal direttore sanitario, Nicola Silvestri.
Un complesso di operatori (circa 3.300) - è stato detto - sarà a servizio della salute di una popolazione di quasi 400.000 abitanti con 4 presidi ospedalieri articolati su 7 comuni per complessivi 1000 posti letto, 5 distretti socio-sanitari con poliambulatori specialistici in tutti i comuni, 10 consultori, oltre 200 posti di assistenza domiciliare integrata, una rete capillare a servizio della riabilitazione, della salute mentale, della prevenzione e delle dipendenze patologiche.
È previsto anche un significativo schieramento di tecnologie biomediche (in particolare, 5 Tac e 4 Risonanze magnetiche pubbliche, 3 apparecchi per medicina nucleare e due acceleratori lineari in via di acquisizione), una rete di radiologia digitale.
La Ausl Bat/1 avrà, inoltre, una protezione per l'emergenza con 10 postazioni di «118», 10 tra pronto soccorso e punti di primo intervento, 3 terapie intensive cardiologiche ( ed un'altra in via d'apertura a Bisceglie), 3 terapie intensive di rianimazione.
Il personale è costituito da quasi 650 tra medici ed altri dirigenti sanitari, 1500 tra infermieri e tecnici, 1129 tra amministrativi ed altre professionalità (economisti, giuristi, ingegneri sanitari e clinici ecc.). «Un numero cospicuo di donne e uomini - hanno detto i tre dirigenti - che ogni giorno lavora per conservare e aiutare a recuperare la salute del territorio della sesta provincia. Un patrimonio di professionisti, strutture ed apparecchiature di proprietà della collettività ed a suo servizio che va custodito, ampliato, continuamente formato e ammodernato».
Accanto a questi numeri - hanno aggiunto - ci sono quelli delle strutture sanitarie private convenzionate (laboratori, studi, centri di riabilitazione, residenze sanitarie assistenziali, farmacie ecc.) che dovranno sempre più integrarsi col sistema pubblico per concorrere alla promozione della salute.
Soffermandosi poi sui dati della provincia Bat, i tre direttori della Ausl hanno ricordato che la popolazione è concentrata prevalentemente sulla fascia costiera, che aumenta considerevolmente durante il periodo estivo, con una mortalità maggiore nei distretti nord-occidentali, nei quali sono anche percentualmente più presenti le fasce di età con più di 65 anni e con specifiche problematiche assistenziali, mentre la natalità è in crescita in quasi tutti i distretti. La provincia ha oltre 3500 residenti di altre nazionalità, di cui quasi la metà provenienti da Albania e Marocco, e con una cospicua presenza di cittadini stranieri non registrati di cui il sistema sanitario si deve prendere cura.
Per quanto riguarda il lavoro dei primi mesi della nuova struttura - è stato rilevato - sarà necessario far conoscere a tutti i componenti del sistema sanitario ciò che ogni sua parte può offrire e di conseguenza far conoscere ai cittadini quanto il sistema sanitario mette a loro disposizione. Nel contempo bisognerà attivare le forme di partecipazione dei cittadini per definire gli obiettivi di salute che si vogliono raggiungere. Una partecipazione per piccole comunità (Casa della Salute) con scelte basate sui dati epidemiologici che gli esperti della Ausl stanno già ricercando ed elaborando. Pertanto partecipazione delle comunità locali, miglioramento della qualità e comunicazione interna ed esterna (Amico) saranno gli strumenti per adattare il sistema sanitario della Bat alle esigenze della sua popolazione.

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