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Giovedì 21 Settembre 2017 | 19:42

Porto Taranto, impugnata la nomina di Lobuono

Il presidente della Giunta regionale, Nichi Vendola, ed il presidente della Provincia di Taranto, Gianni Florido, impugneranno al Tar la nomina di Luigi Lobuono a Commissario dell'Autorità Portuale decisa con decreto dal ministro delle Infrastrutture, Pietro Lunardi, il 23 dicembre scorso
TARANTO - Il presidente della Giunta regionale, Nichi Vendola ed il presidente della Provincia di Taranto, Gianni Florido, impugneranno al Tar la nomina di Luigi Lobuono a Commissario dell'Autorità Portuale decisa con decreto dal ministro delle Infrastrutture, Pietro Lunardi, il 23 dicembre scorso. E' stato lo stesso Vendola ad annunciarlo ogi a Taranto nel corso di un incontro avuto con Florido, la Giunta provinciale ed i consiglieri di maggioranza, l'assessore regionale ai Trasporti, Mario Loizzo, ai Lavori Pubblici, Onofrio Introna e al Bilancio, Francesco Saponaro.
«Trovo inconcepibile quello che è accaduto -ha dichiarato Vendola- Taranto non può essere in alcun modo assimilata ad una colonia di 70-80 anni fa, è una delle grandi città del Mezzogiorno e sul porto si gioca una partita decisiva e importante non solo per il futuro della Puglia ma anche per quello del Mediterraneo.» «Occorrono nomine di altissimo profilo - ha proseguito il presidente della Regione- nomine concertate con gli enti locali, cosa che non è accaduta in alcun modo con la designazione di Lobuono. La nomina del Commissario da parte del ministro Lunardi è uno sfregio istituzionale». Vendola e Florido hanno poi affermato che «mai la candidatura Lobuono potrà entrare a far parte di una terna designata e ratificata dalla Provincia di Taranto e dalla Regione Puglia».
Era stato lo stesso Florido, nel Consiglio provinciale di ieri a chiedere «garanzie che si impugni il commissariamento deciso da Lunardi». Florido, contro la designazione del Commissario che si è insediato martedì, ha presentato ieri le sue dimissioni dalla carica di Presidente della Provincia e benchè la maggioranza di centrosinistra, alla quale si è unito anche l'UDC, gli abbia chiesto di fare un passo indietro, ha confermato la sua decisione. «La legge - ha detto - mi assegna venti giorni di tempo per decidere e intendo utilizzare bene tutto questo tempo per esaminare gli sviluppi del caso.» Insieme al presidente Vendola e agli assessori regionali, Florido ha quindi sottoscritto un documento in cui l'esecutivo pugliese rilancia una serie di impegni a favore dell'area tarantina: dall'accordo di programma per lo sviluppo economico al'attuazione dell'atto di intesa sull'Ilva per il risanamento ambientale di Taranto, dalle infrastrutture stradali allo sviluppo della portualità e retroportualità.

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