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Domenica 24 Settembre 2017 | 05:23

Varato il bilancio della Regione Puglia

Dopo una maratona di oltre dieci ore di dibattito in aula, il Consiglio ha approvato con il sostegno della maggioranza di centrosinistra la manovra finanziaria di previsione per l'anno 2006 e il bilancio pluriennale 2006-2008. Si sono registrati i voti contrari dell'opposizione di centrodestra e l'astensione del gruppo per le Autonomie e dei Comunisti italiani. La voce di maggiore spessore è quella che riguarda il piano casa (172 milioni di euro)
BARI - «Una operazione di igiene istituzionale, una manovra rivoluzionaria»: così il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, alla guida di una giunta di centrosinistra, ha definito la manovra di bilancio approvata nella notte dal consiglio regionale pugliese. Il bilancio di previsione per l'anno 2006 e il bilancio pluriennale 2006-2008, sia nella parte normativa che in quella finanziaria, sono passati a maggioranza, con il voto contrario del centrodestra e con l'astensione del gruppo per le Autonomie e dei Comunisti italiani.
La manovra finanziaria - approvata intorno all'1.30 della notte scorsa dopo oltre dieci ore di dibattito - ammonta a circa otto milioni di euro e la voce di maggiore spessore è quella che riguarda il piano casa (172 milioni di euro). Gli emendamenti discussi, presentati da maggioranza e opposizione, sono stati 49.
Secondo Vendola, con questo bilancio si è usciti da quella che era ormai diventata «una palude», «un costume»: «attraverso il bilancio - ha detto - si facevano passare norme che nulla avevano a che fare con la materia strettamente finanziaria ed economica».
Vendola ha parlato di «bilancio partecipato», malgrado le critiche in questo senso venute da Anci, Upi e anche da Cgil che invece nei giorni scorsi avevano lamentato uno scarso coinvolgimento. Il presidente della Regione Puglia ha anche parlato del dibattito e delle frizioni che si sono registrate nelle ultime ore all'interno del centrosinistra, una discussione che, alla fine, ha portato ad un «alleggerimento» - così è stato definito - del bilancio con l'esclusione, all'ultimo momento, di tutte le norme sulla sanità (dalla legge sono stati stralciati i 12 articoli sulla sanità, oltre un terzo, cioè, del disegno di legge). Una decisione, quest'ultima, criticata dall'ex presidente della giunta regionale di centrodestra e coordinatore regionale di Forza Italia, Raffaele Fitto: «è la prima volta - ha detto in aula - che una giunta, dopo avere approvato una legge di bilancio, discussa e approvata anche in commissione, decide di ritirare un numero tale di articoli, tanto da snaturare del tutto la legge».
L'assessore alle politiche della salute, Alberto Tedesco, in aula ha ricordato che inizialmente il governo voleva ricondurre le norme sulla sanità ad un provvedimento autonomo, ma che la cosa non era stata possibile per motivi di tempo e, pertanto, «si è tentato di salvare l'essenza di quelle norme inserendole nella sessione di bilancio». Ora, dopo la discussione interna alla maggioranza, sarà elaborato quanto prima un pacchetto generale sulla sanità.
«Il dissenso - ha detto Vendola a proposito delle polemiche interne al centrosinistra - non è peccato, io considero il partito dei comunisti italiani un pezzo prezioso della nostra coalizione e non soltanto nella logica dei numeri». «Possiamo essere orgogliosi - ha concluso Vendola - di aver scritto una bella pagina di politica con l'approvazione di questo bilancio e per questo ringrazio tutti».

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