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Venerdì 24 Novembre 2017 | 19:43

Il Consiglio pugliese discute il bilancio

L'Assemblea della Regione continua ad esaminare il programma finanziario per il 2006 e quello pluriennale 2006-2008. Esponenti della maggioranza di governo (centrosinistra) hanno ottenuto lo stralcio di tutto il capitolo che riguarda la sanità. Il confronto su questo tema è rimandato a gennaio. Aspre critiche dall'opposizione di centro destra, con accuse di «improvvisazione e spreco»
Nichi Vendola - Raffaele Fitto BARI - Prosegue la discussione in aula sul bilancio di previsione 2006 e quello pluriennale 2006/2008 della Regione Puglia, dopo lo stralcio ed il rinvio a gennaio di tutta la parte riguardante la sanità.

Nel suo intervento Raffaele Fitto (Forza Italia) ha sottolineato il dato politico emerso nel corso della prima parte di questa giornata caratterizzata dal «grande dibattito in seno alla maggioranza» e più in generale alla «mancanza di luoghi di confronto con le parti sociali». «Questo bilancio - ha detto Fitto - si presenta con modalità inusuali mai registrate prima d'ora. È la prima volta in 15 anni che il bilancio della Regione Puglia non ha avuto un luogo di confronto con le parti sociali. Non c'è mai stata nel passato una formale contestazione di metodo. Di qui le critiche dell'Upi, dell'Anci, dei sindacati e delle associazioni. Dove sta il Bilancio partecipato di cui si è sempre parlato? C'è da prendere atto di come molte delle aspettative siano state disattese rispetto alle dichiarazioni fatte in passato».
Per quanto riguarda la decisione di stralciare dal disegno di legge gli articoli sulla sanità, Fitto ritiene che altro non erano, questi articoli, che «una modalità per rimodulare la sanità sul territorio e per aggirare la programmazione sanitaria» e che «molteplici sono le differenze di vedute all'interno della maggioranza». Inoltre, ha sottolineato Fitto «non c'è alcuna traccia in questo bilancio, sostanzialmente dimezzato per la prima volta, di indicatori di sviluppo, di proposte, di scelte strategiche e su questo noi incalzeremo la maggioranza e la nostra opposizione sarà forte e chiara».

Vito Bonasora (Italia dei Valori) ha evidenziato invece il carattere, l'identità e l'anima del bilancio ricordando che uno dei pilastri della politica del governo Vendola, all'indomani della tragica morte di Eleonora, è sempre stato la lotta alla povertà. «Non si può non affermare, nonostante le incertezze, che questo bilancio ha dato grande spinta alla lotta contro la povertà. Si è creato un nuovo capitolo per contrastarla, 15 milioni di euro (una goccia nel grandissimo mare della povertà) così come si è fatto il piano case, anche questo uno strumento per contrastare antiche e nuove povertà».

Raffaele Baldassarre (Forza Italia) ha sottolineato il deficit di concertazione del bilancio ed ha evidenziato la «sottrazione di articoli» e ha fatto l'elenco delle mancanze. «Non ci sono soldi per la ricerca, per l'innovazione, per l'internazionalizzazione delle imprese, non c'è nulla per i distretti industriali così come non c'è nulla sui consorzi di bonifica e poi non c'è nulla sul passaggio di competenze dalla Regione alle Province. Credo insomma - ha concluso Baldassarre - che questo sia un bilancio deludente per i pugliesi e anziché essere un bilancio di primavera è un bilancio d'autunno pugliese».

Per Angelo Cera (Udc) «è la prima volta che si approva un bilancio a tappe. Oggi approviamo una manovra che interessa il 27 % del bilancio, a tempi migliori rimandiamo l'approvazione del restante. Per noi in questa seduta consiliare c'è ufficialmente la prima crisi del governo Vendola». Per Cera «è molto più facile contare i colori dell'arcobaleno anziché le posizioni all'interno della maggioranza».

Cosimo Borraccino (Pdci) ha annunciato «a malincuore» il voto di astensione «politica» del suo gruppo sul primo bilancio della giunta Vendola motivandolo con «la decisione di stralciare dal disegno di legge sul bilancio di previsione 2006 l'art 11 (la norma che riguarda le indicazioni per la nomina dei direttori dei distretti) senza che vi fosse alcun accordo con la maggioranza». «È stato stralciato dal presidente Pepe - ha detto Borraccino - che si prende tutta la responsabilità della decisione. È stato compiuto un grave atto nei nostri confronti perché è sempre stato un nostro cavallo di battaglia. A noi interessava solo ristabilire ciò che è previsto a livello nazionale».

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