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Giovedì 21 Settembre 2017 | 18:06

Rigassificatore Brindisi - Il flop di sir Ivor Roberts

Gli incontri dei rappresentanti istituzionali con l'ambasciatore inglese in Italia non hanno risolto la vertenza sulla costruzione dell'impianto nel porto
BRINDISI - Non vi sono stati passi in avanti nella vertenza sulla costruzione del rigassificatore nel porto di Brindisi dopo gli incontri che l'ambasciatore inglese in Italia, sir Ivor Roberts, ha avuto oggi con i massimi esponenti delle istituzioni locali: il presidente della Provincia, Michele Errico, e il sindaco di Brindisi Domenico Mennitti.
Incontri cordiali, ma che hanno fatto registrare una sostanziale conferma delle rispettive posizioni: contrari al rigassificatore nell'area individuata all'interno del porto gli enti locali, favorevole il diplomatico inglese il quale ha ribadito la necessità che l'impianto energetico sia costruito a Capo Bianco, mentre Mennitti ed Errico sono stati possibilisti sull'ipotesi di realizzazione dell'impianto, a patto che esso venga localizzato all'esterno del porto.
Lo stesso Roberts ha ammesso che nel corso degli incontri ognuno ha confermato le proprie posizioni, ma ha preferito parlare «delle cose che ci uniscono». In primo luogo - ha detto - quello che costituisce «un importante investimento per la città di Brindisi, una occasione di lavoro per i giovani. Brindisi Lng ha già avuto i permessi per realizzare il rigassificatore a Capo Bianco. Mi rendo conto che altre idee vedono la realizzazione in un altro posto. Ed è questo che ci divide».
Ma c'è la possibilità - gli è stato chiesto - di venire incontro alle richieste del territorio brindisino? «Stiamo discutendo - ha risposto - e vedendo le opportunità. Sentiamo le opinioni dei cittadini e delle autorità locali. Stiamo facendo tutto quello che è possibile fare per quelli che sono i vantaggi del rigassificatore per questo territoriò.
Anche il sindaco Mennitti ha detto che sono state confermate «delle diversità rispetto a situazioni che riguardano Brindisi». «L'ambasciatore - ha aggiunto - diceva di non voler introdurre un elemento polemico quando affermava che hanno tutte le autorizzazioni necessarie. Su questo io aggiungo che non è sufficiente. Per cui esiste l'esigenza di trovare una soluzione che garantisca i cittadini di Brindisi allo stesso modo in cui si garantisce ad una società che viene a investire in Italia di poterlo correttamente fare». Nonostante le divergenze, Mennitti ha tuttavia detto che «si possono ipotizzare soluzioni in futuro che al momento ancora non ci sono, ma non si può neppure parlare di rottura».
Il no all'impianto così come e soprattutto dove è stato progettato è stato ribadito anche dal presidente della Provincia. «Noi - ha detto Errico - abbiamo ribadito il nostro no all'impianto a Capo Bianco. Il traffico delle gasiere interferirà in questa posizione con il traffico del porto. Esiste, poi, un rischio di incidente rilevante in una zona, tra l'altro, dove sono già presenti ben sette insediamenti a rischio». Errico ha ricordato che per Brindisi è prevista la 'riambientalizzazionè del territorio. «Per questo territorio, quindi, sono necessarie delle proposte. Per questo oggi - ha affermato - un no secco e convinto confortato anche dalle iniziative giudiziarie già adottate che porteranno al fermo di questo impianto».

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