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Domenica 24 Settembre 2017 | 12:35

Taranto - Rifiuti come «materie prime»

Bloccati nel porto dai carabinieri del Noe 13 container per 260 tonnellate di rifiuti speciali dichiarati come materiale plastico pronto per il riciclo. Partivano per la Cina
TARANTO - Erano catalogate come «materie prime secondarie», cioè materiale plastico proveniente da rifiuti e pronto per essere riciclato. In realtà quei rifiuti erano stati trattati solo parzialmente per ridiventare materia prima e stavano per viaggiare sulla rotta di Hong Kong. A bloccarli nel porto di Taranto sono stati i carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico) di Lecce, che hanno competenza territoriale anche sulle province di Brindisi e Taranto, e i funzionari della Circoscrizione doganale di Taranto. I sigilli sono stati posti a 13 container in cui erano custodite in tutto 260 tonnellate di rifiuti speciali.
Il sequestro è stato eseguito al molo polisettoriale del porto di Taranto. Cinque container erano stati spediti da una ditta di Bari, altri cinque da una di Cava dei Tirreni (Salerno) e tre da una ditta di Modugno (Bari). Tutte le ditte operano nel settore dello smaltimento dei rifiuti; i loro titolari sono stati denunciati a piede libero alla magistratura per traffico internazionale di rifiuti. L'inchiesta è condotta dal sostituto procuratore del Tribunale di Taranto, Maurizio Carbone.
Si tratta del più grosso sequestro di container di questo tipo operato nel porto di Taranto, ha sottolineato il direttore della locale Circoscrizione doganale, Pasquale Musio, incontrando i giornalisti insieme al comandante del Noe di Lecce, luogotenente Antonio Morciano.

«Sia il trattamento dei rifiuti speciali sia il commercio delle cosiddette materie prime secondarie ricavate - ha spiegato Musio - sono regolati da precise norme nazionali e comunitarie. Ciò vale ancor di più per il materiale plastico».
L'operazione è stata resa possibile grazie ad una convenzione stipulata pochi mesi fa a livello nazionale fra il Noe e l'Agenzia delle dogane. I primi svolgono attività di controllo ed eseguono accertamenti una volta avuto il sospetto di qualche flusso irregolare; i secondi hanno in dotazione un nucleo che verifica l'eventuale presenza di traffici illeciti e che fa capo ad una struttura nazionale denominata 'Matrix'.
E' quello che è accaduto proprio per questo maxisequestro di rifiuti speciali: una segnalazione dalla struttura centrale ha messo in allarme quella periferica di Taranto che ha operato insieme ai carabinieri del Noe. «Abbiamo verificato - ha affermato Morciano - che quei rifiuti provenivano non solo da cicli industriali ma anche da una selezione di rifiuti urbani. Solo che per farli diventare 'materie prime secondariè e quindi riciclabili, hanno bisogno di trattamenti speciali. Se si salta, com'è avvenuto, una sola delle fasi di questo trattamento, quello resta un carico di rifiuti e non di materie prime secondarie».

Hong Kong non era probabilmente, secondo gli investigatori, una destinazione scelta a caso, perchè fa parte di quei Paesi che «hanno regole più blande e accettano un po' tutti i tipi di rifiuti, che magari vengono bruciati per produrre energia, senza badare troppo ai danni per l'ambiente» ha spiegato Musio. Morciano ha escluso per ora che su questo traffico illecito di rifiuti possa aleggiare l'ombra della criminalità organizzata. «Ma gli interessi della malavita su questi traffici c'è sempre - ha ricordato il comandante del Noe - perchè quello dei rifiuti, per molti, è sempre un grosso affare».

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