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Sabato 23 Settembre 2017 | 04:06

«Puglia a rischio desertificazione»

Entro 30-50 anni, a causa dell'esaurimento delle falde acquifere di Gargano, Tavoliere e Salento, già quasi a secco. L'allarme del presidente della Regione, Nichi Vendola, durante il seminario «Acqua, ti voglio bene comune», organizzato al Politecnico di Bari. Annunciato un Piano di tutela delle Acque
BARI - Hanno brindato con l'acqua etichettata AQP, cioè «acqua quella pubblica», il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, il presidente dell'Acquedotto pugliese, Riccardo Petrella, Rosario Lembo, segretario del Comitato italiano per il contratto mondiale sull'acqua, al seminario «Acqua, ti voglio bene comune», organizzato al Politecnico di Bari. Un momento simbolico a sottolineare che l'acqua è un bene di tutti e che, per questo, ha spiegato Vendola, non può essere privatizzato esattamente come l'AQP. «La Puglia è una regione assetata - ha affermato - ma a causa del dissesto idrogeologico, si muore per troppa acqua affogati». Il presidente della giunta regionale ha, perciò, annunciato l'imminente presentazione del Piano di tutela delle Acque della Puglia, unica regione del centro Sud a vararlo; obiettivo, secondo Vendola, «un governo integrato del ciclo delle acque e un AQP privatizzato sfuggirebbe definitivamente a questa vocazione. In questo - ha ironizzato - mi sento riformista». La Puglia, infatti, è regione che attinge acqua dalle limitrofe Campania, Basilicata e Molise, ed ha urgente necessità di una regolamentazione del ciclo delle acque anche alla luce di un allarme che ha lanciato oggi il presidente Vendola, cioè la possibile «desertificazione del territorio» entro 30-50 anni a causa dell'esaurimento delle falde acquifere del Gargano, Tavoliere e Salento, quasi a secco. In tutta la regione ci sono 120mila pozzi e impianti di depurazione, non funzionanti anche se completati ma Vendola ha annunciato che preso la Puglia non sarà più «fuori legge» appena saranno messi in funzione i sistemi di depurazione. «Occorre, perciò, una rivoluzione copernicana negli stili di vita e nella cultura, una campagna di informazione nelle scuole e nelle città - ha concluso Vendola - per inculcare la cultura del risparmio dell'acqua.
Occorre costruire corpi idrici fondamentali e sottoscrivere accordi di programma con altre regioni».

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