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Lunedì 25 Settembre 2017 | 17:16

GdF - Appalti: arrestato Lucio Tarquinio

Il vicepresidente del Consiglio regionale pugliese ed ex capogruppo di FI è ai domiciliari nell'ambito di un'inchiesta sugli «Ospedali Riuniti» di Foggia
FOGGIA - Avrebbero modificato la gara d'appalto relativa al servizio di guardiania degli Ospedali Riuniti di Foggia senza riaprire i termini, facendola vincere alla cooperativa di «Vigilanza 133». Con l'accusa di turbativa d'asta la Guardia di Finanza e gli uomini della sezione pg della Polizia presso la Procura, hanno arrestato il consigliere regionale di Forza Italia e vicepresidente del Consiglio regionale, Lucio Tarquinio, l'ex direttore generale dei Riuniti di Foggia, Nicola Cardinale e l'amministratore della cooperativa di vigilanza 133, Rosario Laccetti. I tre hanno ottenuto gli arresti domiciliari. Indagato anche Francesco Caputo, direttore dell'area Patrimonio degli Ospedali di Foggia che ha avuto l'interdizione dai pubblici uffici. Gli investigatori hanno arrestato altre 5 persone, tutte titolari di istituti di vigilanza accusati di avere costituito una rete occulta per favorirsi reciprocamente. Agli arresti domiciliari sono dunque finiti: Matteo Vigilante di 45 anni, Raffaella Panico di 42, Roberto Annarelli di 40, Michele Raffaele Lecce di 43 e Vincenzo Turi di 44 anni. Gli istituti di vigilanza colpiti dall'inchiesta sono la SOS di Foggia e Cerignola, Sicura, Vigilanza di Capitanata, Securopol, Black Security, Sicura di Manfredonia, Vigil Daunia, Centro servizi di sicurezza globale, le Aquile società cooperativa e Ge.Co.Pa.
Per quanto riguarda la gara del servizio di vigilanza agli ospedali riuniti il bando prevedeva il divieto di cumulo poichè l'appalto si riferiva a due lotti: il servizio di guardiania e di portierato.
Secondo l'accusa, Laccetti avrebbe chiesto a Tarquinio di fare pressioni affinchè Cardinale eliminasse quella clausola dal contratto per far vincere l'appalto alla «133», la cooperativa di vigilanza che avrebbe proprio Tarquinio come sponsor politico. Dopo alcune pressioni alla fine Cardinale avrebbe modificato la gara senza riaprila o prolungarne i termini. Un atto voluto come dimostrerebbero alcune intercettazioni in cui si parla di non «riaprire la gara altrimenti potrebbero partecipare altre ditte». Caputo, secondo l'inchiesta, avrebbe evitato anche di impedire la celebrazione della gara il 26 novembre dello scorso anno, quando ancora non era stata annullata la clausola del divieto di cumulo, fingendosi malato. Le indagini erano state già chiuse quando, all'interno dell'ufficio di Cardinale, nel settembre scorso, fu rinvenuta una cimice per intercettazioni ambientali. L'altro filone di inchiesta riguarda la costituzione di una sorta di cartello occulto di istituti di vigilanza che si rifacevano tutte alla «Sos» di Matteo Vigilante. Queste partecipando singolarmente a diversi appalti e giocando al ribasso fino ad arrivare al sorteggio, avevano maggiori possibilità di aggiudicarsi le gare. Con questo sistema, dicono i magistrati, avrebbero turbato le gare relative all'appalto del servizio di vigilanza dell'Aci, dell'università di Foggia, dell'Inail e del parcheggio Zuretti, oltre che del Comune di Sant'Agata di Puglia.

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