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Domenica 24 Settembre 2017 | 17:41

Nuovo piano ambientale per la Puglia

Si punta a gas naturale e fonti rinnovabili. Il piano sarà redatto dalla società milanese Ambiente Italia e dall'Agenzia foggiana di formazione e ricerca per lo Sviluppo sostenibile Aforis
energia elettrica BARI - Gas naturale ma anche le rinnovabili come il termico solare, il fotovoltaico, l'eolico, le biomasse e una sperimentazione dell'idrogeno. Sono le fonti alternative indicate dalla giunta regionale della Puglia nelle linee guida del Piano Energetico Ambientale illustrate oggi a Bari, che si devono accompagnare al contenimento dei consumi e alla progressiva riduzione e accantonamento del più inquinante carbone. «La modernizzazione della Puglia - ha dichiarato il vicepresidente Sandro Frisullo - ha bisogno dell'energia, ma ha bisogno di un'energia pulita, che si produca in un contesto di rispetto pieno del territorio. Riguardo il carbone noi facciamo una scelta netta: diciamo no all'autorizzazione di nuove centrali».

Il piano sarà redatto dalla società milanese Ambiente Italia e dall'Agenzia foggiana di formazione e ricerca per lo Sviluppo sostenibile Aforis. La regione, attualmente, produce energia anche per le altre regioni attraverso le sue centrali. «La Puglia è consapevole del suo ruolo e non vuole sottrarsi di fronte alle responsabilità nei confronti dell'intero paese» - ha detto l'assessore all'Ambiente Michele Losappio. «Non ci sarà nessuna scelta di autarchia leghista», ha precisato.

Si punterà quindi «all'utilizzo crescente - ha affermato Frisullo - del gas naturale e alle centrali a ciclo combinato». L'assessore allo Sviluppo economico ha ricordato, a questo proposito, il recente accordo nazionale con la Turchia firmato a Lecce dal ministro Scajola per il trasporto del gas proveniente dal Mar Caspio. Grazie al metanodotto della Edison arriveranno in Italia e alla Puglia miliardi di metri cubi di gas naturale.

Frisullo e Losappio hanno garantito che non c'è nessuna preclusione verso i rigassificatori ma hanno ribadito la contrarietà della giunta alla localizzazione nel porto di Brindisi di quello programmato dalla British Gas. «Siamo vincolati - ha detto Losappio - al documento approvato dal Consiglio regionale il 4 agosto che obbliga la giunta a un no determinato nei confronti del'attuale ipotesi di insediamento nel porto. Un impianto di stoccaggio come il rigassificatore deve essere sottoposto a valutazione di impatto ambientale da parte della Regione Puglia per valutare la sua compatibilità con il nostro territorio e con chi ci vive. C'è una perfetta sintonia con popolazioni e autorità locali».

Strategiche sono considerate dalla giunta pugliese le fonti rinnovabili come il termico solare, il fotovoltaico, l'eolico, le biomasse e la sperimentazione dell'idrogeno. «Non porremo alcun tetto alle fonti rinnovabili - ha detto Frisullo - e tutto quello che andrà in questa direzione sarà da noi sostenuto. Ci muoveremo con una politica attenta che non si farà imbottigliare nel vecchio schema industrialista alternativo a un modello ambientalista. Noi vogliamo tenere crescita, modernizzazione e sviluppo della Puglia in un quadro di assoluta compatibilità con l'ambiente e la salvaguardia del territorio. Quanto alla nostra posizione sull'eolico - ha rilevato - è stata dipinta in modo caricaturale. Noi confermiamo la scelta di questa fonte».
Su questo punto Losappio ha ribadito che la moratoria decisa in estate terminerà «nei tempi previsti, entro l'approvazione del Pear e comunque entro il 30 giugno. Sul versante delle energie alternative, eolico, solare che vogliamo incentivare fortemente, idrogeno che vogliamo sperimentare, non mettiamo tetti o limiti». Anche per l'energia eolica si farà attenzione alla localizzazione. «Non possiamo concentrarla solo in determinati territori - ha affermato Losappio - stiamo pensando anche a una collocazione in mare».

Gli assessori pugliesi non hanno escluso effetti positivi sulle tariffe e sui costi. E, visto il contributo fornito dalla Puglia al bilancio energetico, si pensa a una trattativa con il governo per possibili riduzioni dei costi «ma non nella logica di compensazione del danno o come una mancia - ha spiegato Losappio - ma come una conseguenza del federalismo, anche economico».

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