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Venerdì 22 Settembre 2017 | 13:52

Bari - Morì di stenti: accusata madre

Un anno fa la piccola Eleonora morì di fame oggi alla madre è stata formalizzata l'accusa di omicidio volontario, la stessa accusa per il convivente
Bari - Morì di stenti: accusata madre
BARI - E' di omicidio volontario l'accusa formalizzata nei confronti della mamma 23enne della piccola Eleonora, la bimba di 16 mesi morta di stenti a Bari il 7 gennaio scorso. La stessa accusa, in concorso, è stata formalizzata anche nei confronti del convivente della donna, un pregiudicato di 42 anni. Entrambi furono arrestati dopo la tragedia che si verificò quasi un anno fa nel quartiere periferico e degradato di Enziteto.
Il pm che conduce le indagini, Emanuele De Maria, ha concluso le indagini e ha chiesto al gip del Tribunale di Bari il rinvio a giudizio per entrambi gli indagati modificando e aggravando l'accusa che inizialmente era di omicidio colposo per maltrattamenti e abbandono di minorenne. L'udienza preliminare dinanzi al gip Marco Guida è stata fissata per il 27 dicembre prossimo.
Dalle indagini sarebbe emerso non solo lo stato di assoluta trascuratezza in cui veniva tenuta la bambina, ma anche un vero e proprio odio da parte della madre e del convivente, tanto che la piccola veniva tenuta sempre legata al passeggino con la faccia rivolta al muro, e quando piangeva veniva picchiata e le venivano lanciati addosso oggetti.
Dalle indagini condotte, il pm non ha invece ravvisato responsabilità penali da parte degli assistenti sociali che avrebbero dovuto compiere controlli presso la famiglia. Secondo il pm, infatti, gli assistenti sociali avrebbero cercato, anche sollecitati dai vicini di casa, di avere un colloquio con la madre della bimba ma non trovandola in casa avrebbero rinunciato: un comportamento non proprio zelante ma non penalmente rilevante.

Eleonora era nata da una relazione occasionale che la donna aveva avuto quando si prostituiva in Emilia Romagna. Nella stessa casa vivevano altri tre fratellini: due di quattro e due anni avuti dall'ex marito e una bambina di pochi mesi avuta dal convivente. Tutti sono stati affidati ad una struttura protetta.
Secondo quanto accertato nelle indagini, proprio perchè figlia di una relazione occasionale, Eleonora era odiata: veniva alimentata pochissimo o per niente, tanto che al momento della morte era ridotta uno scheletro (pesava 5,700 chili quanto un bambino di quattro mesi), lasciata in stato di abbandono e percossa. Nell'autopsia le fu riscontrata anche una doppia frattura ad un braccio mai curata.
Secondo l'accusa, anche a causa della gelosia del convivente, la donna sfogava sulla figlia l'odio e il risentimento verso il padre della bambina. L'obiettivo di entrambi era di liberarsi della piccola perchè la donna e il suo compagno - sostiene il pm - erano convinti che Eleonora fosse pervasa dal malocchio o posseduta dal demonio. Innumerevoli le sevizie cui veniva sottoposta la piccola lasciata sporca, al freddo e immobilizzata sul passeggino sempre di fronte ad un muro. Aveva lesioni da decubito, escoriazioni ed ecchimosi sul volto e sul corpo. Agli altri figli di poco più grandi, secondo l'accusa, veniva inoltre consentito di tormentarla trattandola come se fosse un pupazzo.
L'uomo è anche accusato di sequestro di persona nei confronti della donna e dei suoi due primi figli per averli rinchiusi in casa abitualmente e per molte ore.

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