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Giovedì 21 Settembre 2017 | 03:40

Raccolta differenziata: Puglia maglia nera

Emerge dalla fotografia scattata nel 'Rapporto Rifiuti 2005' fresco di stampa e realizzato dall'Apat e dall'Osservatorio nazionale rifiuti.
E' il Veneto la star
ROMA - La Puglia è la quintultima regione per l'eco-raccolta dei rifiuti urbani: il recupero differenziato nel 2004 è stato del 7,3%. A Bari addirittura la raccolta differenziata risulta per il 2004 in flessione, passando dal 12,5% del 2003 all'11,8%.
Emerge dalla fotografia scattata nel 'Rapporto Rifiuti 2005' fresco di stampa e realizzato dall'Apat e dall'Osservatorio nazionale rifiuti.
E' il Veneto la star delle Regioni italiane per l'eco-raccolta dei rifiuti urbani: il recupero differenziato nel 2004 ha toccato quota 43,9% seguita a ruota dalla Lombardia con il 41% circa. Un successo al quale corrisponde però una rincorsa più che affannosa da parte di quasi tutto il resto d'Italia. Ma soprattutto un abisso rispetto al 3,6% del Molise, il 5,3% della Sardegna, il 5,4% della Sicilia, il 5,7% della Basilicata, il 7,3% della Puglia, l'8,6% del Lazio, il 9% della Calabria e il 10,6% della Campania. Tra le città metropolitane, invece, lo scettro di reginetta spetta a Torino con una crescita vertiginosa che ha portato la raccolta differenziata al 31,9%. Secondo gradino del podio per Milano (30,1%) mentre il bronzo va a Firenze con il 28,9%.
A livello regionale, dunque, insieme a Veneto e Lombardia, solo il Trentino Alto Adige si dimostra all'altezza degli obiettivi raggiungendo il 37,8% con una crescita di circa 14 punti percentuali in 3 anni. Escluse le tre blasonate, tutte le altre 17 Regioni risultano nettamente in ritardo rispetto al tetto del 35% fissato per il 2003. Le altre più vicine al traguardo sono Piemonte e Toscana con 32,8% e 30,9%. Tutte le altre sono al di sotto del 30% anche se l'Emilia Romagna nel 2004 ha sfiorato questa quota con il 29,7%.
Sopra il 25% Friuli Venezia Giulia e Valle d'Aosta. Umbria, Liguria e Marche superano il target del 15% con percentuali, rispettivamente, pari al 20.2, 16.6 e 16.2 per cento. Quindi - sottolinea il Rapporto Apat-Onr - «le Regioni che hanno conseguito, nel 2004 almeno uno degli obiettivi fissati dalla legge sono 11».
Leggermente diversa appare la distribuzione regionale della rac colta differenziata pro-capite. In questo caso, infatti, rileva il Rapporto, i valori più alti sono raggiunti dalla Toscana che nel 2004 si colloca a circa 214 kg/abitante per anno, seguita dalla Lombardia con poco meno di 209 kg/abitante per anno e dal Veneto con 204 kg/abitante per anno. In generale, fatta eccezione per la Toscana tra le Regioni del centro-sud e a esclusione della Liguria, tutte le Regioni del nord si collocano a valori di raccolta differenziata pro-capite superiori alla media nazionale (120,9 kg/abitante per anno nel 2004).
Sul fronte delle città, invece, da registrare il boom di Bologna che è passata dal 19,3% al 25,7% piazzandosi così al posto d'onore (quarta nella classifica generale delle città metropolitane). Lievi le crescite a Genova (6/a in classifica con il 15,8%), Roma (7/a con il 13,1%) e Palermo (9/a con 9,6%). Per tutte le altre il Rapporto rileva una «sostanziale stabilità o leggere flessioni» come il caso di Bari dove la raccolta differenziata è passata dal 12,5% all'11,8%. Napoli (7,4%), Catania (3,2%) e Cagliari (1,4%) invece chiudono la classifica.
A livello nazionale la raccolta differenziata ha raggiunto il 22,7% della produzione totale di rifiuti urbani pari a 7,1 milioni di tonnellate su un totale di rifiuti che nel 2004 ha toccato i 31,1 milioni di tonnellate. Le percentuali dividono l' Italia in tre: 35,5% di raccolta differenziata a Nord, 18,3% al Centro e 8,1% nel Meridione.

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