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Martedì 23 Gennaio 2018 | 19:09

Bari - Imponevano il pizzo nel porto

Per questo il presidente di un Consorzio autotrasportatori e altri tre camionisti si sarebbero resi responsabili di atti di violenza contro altri padroncini
BARI - Volevano assumere una posizione dominante all'interno del porto di Bari nel settore delle operazioni di sbarco e del successivo smistamento e trasporto del grano verso i vari molini dell'Italia meridionale. Per questo il presidente di un Consorzio di autotrasportatori e altri tre camionisti suoi dipendenti si sarebbero resi responsabili di atti di violenza, minacce, estorsioni e concorrenza sleale nei confronti di 'padroncinì ed altri autotrasportatori.
I quattro sono stati arrestati stamane dai carabinieri del Comando Provinciale di Bari in esecuzione di altrettante ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip della locale Procura Giuseppe De Benedictis. Secondo gli inquirenti per alcuni mesi i trasportatori rivali sarebbero stati vittime di brutali pestaggi e sarebbero stati costretti a emettere fatture per conto del Consorzio, oltre che a consegnare denaro a quest'ultimo.

Contestata anche la rara fattispecie criminosa di concorrenza sleale che si sarebbe consumata ai danni in particolare di una persona che esercita da molti anni il ruolo di fiduciario dei più importanti molini dell'Italia meridionale nel porto di Bari, centro nevralgico dell'economia nazionale del grano proveniente da tutte le parti del mondo. In questo modo il Consorzio avrebbe alterato pesantemente il regolare andamento del mercato.

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