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Sabato 23 Settembre 2017 | 11:23

Parlavano di braciole ed era droga, la GdF li arresta

Avevano inventato un linguaggio convenzionale ma questo non li ha salvati dalle manette. La Guardia di Finanza di Bari ha eseguito 21 ordinanze di custodia cautelare per traffico di droga, sia nel capoluogo pugliese, sia a Napoli, Ancona, Rimini, Bologna, Genova e Suzzara (Mantova)
BARI - Ambra, ragazza abbronzata, motori, birre ma anche taglie e documenti e braciola: erano i termini convenzionali, ascoltati nelle intercettazioni telefoniche, utilizzati per indicare rispettivamente la disponibilità di stupefacenti, la qualità e il pagamento, da parte di una organizzazione di trafficanti colpita stamattina all'alba da un'operazione della Guardia di Finanza di Bari che ha portato all'esecuzione di 21 ordinanze di custodia cautelare.
I provvedimenti, eseguiti a Bari e provincia ma anche a Napoli, Ancona, Rimini, Bologna, Genova e Suzzara (Mantova), sono stati emessi dal gip del Tribunale Chiara Civitano su richiesta del sostituto procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia Eugenia Pontassuglia. La maggior parte dei destinatari dei provvedimenti restrittivi sono pregiudicati.
Le indagini, che si sono servite di intercettazioni telefoniche pedinamenti e appostamenti, sono durate circa un anno e hanno portato a diversi sequestri e arresti di corrieri. Diciotto persone sono finite in carcere mentre tre sono ai domiciliari. L'accusa è di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti.
La base operativa, secondo quanto accertato dagli inquirenti, era nel quartiere Japigia di Bari, già noto per essere uno snodo centrale nel traffico di droga, e aveva ramificazioni in tutta Italia.
Venivano coperte diverse aree geografiche. I termini convenzionali e all'apparenza indecifrabili servivano a confondere gli inquirenti. I trafficanti erano molto attenti al telefono a evitare di citare nomi e luoghi che potessero comprometterli.
Le oltre 40 utenze telefoniche sottoposte a intercettazione, per migliaia di conversazioni trascritte, e le altre indagini hanno rivelato che la droga (cocaina, hashish ed ecstasy) proveniva dalla Campania e veniva trasportata a Bari da corrieri di fiducia. Una volta giunta nel capoluogo pugliese veniva tagliata e confezionata per essere distribuita a Bari, Taranto, Bologna ed Ancona. In caso di difficoltà a reperire stupefacenti nel napoletano, l'organizzazione si rivolgeva a fornitori locali per continuare ad alimentare il mercato ed evitare, così, di perdere il territorio.
Tra i clienti più assidui anche esponenti della cosiddetta Bari bene che, avendo grandi disponibilità finanziarie, entravano in contatto con gli spacciatori in alcune discoteche del capoluogo pugliese e della riviera romagnola. Tra gli spacciatori erano attivi personaggi incensurati, membri di famiglie facoltose e con un livello culturale medio-alto.
Il gruppo direttivo era costituito da Giovanni Mosca, 51 anni di Bari, Nicola Marinelli, 46 anni di Bari, e Luigi Russo, 35 anni, di Arzano (Napoli). Il primo curava i rapporti con i fornitori e provvedeva, attraverso corrieri, al trasporto della sostanza stupefacente e alla cessione ad acquirenti operanti in Puglia ed Emilia Romagna. Il secondo curava lo smercio della droga nel territorio pugliese ed il terzo, infine, forniva all'associazione grossi quantitativi di sostanze stupefacenti e si occupava di preparare i mezzi di trasporto. Uomo di fiducia di Giovanni Mosca era il fratello Alfonso, impiegato più volte come corriere tra Napoli a Bari, e successivamente tra Bari, Bologna e Taranto.
Gli altri arrestati sono Cristian Giudetti, 31 anni, di Taranto, che si occupava della distribuzione nella provincia di Taranto, Federico Pignatelli, 30 anni, di Taranto, che si occupava della zona di Bologna, Costantino Galletto, 31 anni, di Bari, e Alessandro De Fronzo, 27 anni, di Bari, il cui compito era quello di custodire, confezionare e, smerciare i vari tipi di sostanza ai vari acquirenti, tra i quali Pignatelli. Quest'ultimo, per il confezionamento e lo smercio sulla piazza di Bologna, si serviva di Davide Stendardi, 34 anni, di Carbonara, e di Carmine Zullo, 28 anni, di Taranto.
In manette sono finiti anche Cristiano Oliva, 26 anni, di Taranto, Alfonso Mosca, 49 anni, di Bari e Fabiano Francesco Santoro, 28 anni, di Bari, tutti corrieri, Vito Pietrantonio, 41 anni, di Valenzano, Giuseppe Cassano, 56 anni, di Bari, Francesco Paolo Cassano, 28 anni, di Bari, Ciro Palmese, 31 anni, di Arzano e Donato Desiderato, 31 anni, di Bari, abituali acquirenti di cospicui quantitativi di sostanze stupefacenti, Marcello Fino, 24 anni, di Bari, Giorgio Pisano, 28 anni, di Bari), Natale tedesco, 31 anni, di Bari. Nel corso dell'intera indagine sono stati arrestati in flagranza di reato 5 corrieri, sequestrati 17 kg di hashish, 1,2 circa di cocaina e 6.000 pasticche di ecstasy.

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