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Lunedì 22 Gennaio 2018 | 11:33

Taranto - Truffa da 4 milioni alla Asl

L'accusa è che un istituto privato abbia certificato prestazioni riabilitative "gonfiate". La Procura della Repubblica ha inviato 52 avvisi di conclusione indagini
TARANTO - Sono in tutto 52 le persone indagate per una presunta maxitruffa da quattro milioni di euro che un istituto privato convenzionato con la Asl Taranto 1 avrebbe perpetrato con prestazioni riabilitative "gonfiate". Il sostituto procuratore presso il Tribunale di Taranto Italo Pesiri, che dirige l'inchiesta, ha fatto notificare l'avviso di conclusione delle indagini, con valore di informazione di garanzia, a tutti gli indagati, che ora hanno 20 giorni di tempo per presentare memorie difensive o chiedere di essere interrogati dal magistrato.
Il caso emerse il 19 aprile scorso quando i Carabinieri, sulla base di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Taranto Luciano La Marca, arrestarono 13 persone. Quattro di esse, rappresentanti i vertici dell'Istituto di diagnosi e terapia di Taranto, finirono in carcere: erano Jole Ammenti, di 72 anni, amministratrice unica della struttura, il marito, Michele Marangi, anche lui di 72 anni, il figlio della coppia, Michelangelo, di 45 anni, e Vito Dammacco, di 57 anni, fisiatra di Bari e direttore tecnico del Centro di riabilitazione. Altri nove medici della stessa struttura finirono agli arresti domiciliari.
L'inchiesta era nata un anno prima sulla base di alcuni esposti, fra cui uno presentato dalla Asl Taranto 1. Secondo l'accusa, l'Istituto di diagnosi e terapia avrebbe ottenuto dalla Asl rimborsi per prestazioni riabilitative "gonfiate" o controindicate dal punto di vista medico, in un caso riferite anche ad una persona deceduta, nonché per ricette falsificate con la compiacenza di alcuni medici.

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