Cerca

Martedì 19 Settembre 2017 | 22:51

Resta sotto sequestro impianto di compost sulla Murgia

Lo sostiene la Cassazione nelle motivazioni della sentenza con cui ha confermato il provvedimento per lo stabilimento - di proprietà della Prometeo 2000, ramo d'azienda dalle Tersan Puglia e sud Italia, già coinvolta in diverse indagini penali
BARI - Sorge su un territorio idoneo alla conservazione degli uccelli selvatici, al confine con il neo-costituito Parco dell'Alta Murgia, il megaimpianto di compostaggio di rifiuti in costruzione sulla Murgia barese, ritenuto tra i grandi d'Europa, in grado di lavorare 800 tonnellate di rifiuti al giorno.
Lo sostiene la Cassazione nelle motivazioni della sentenza con cui ha confermato il provvedimento di sequestro dell'impianto disposto dal gip del Tribunale di Bari il 28 ottobre 2004 e confermato dal tribunale del Riesame il 2 dicembre successivo. Lo stabilimento - di proprietà della Prometeo 2000, ramo d'azienda dalle Tersan Puglia e sud Italia, già coinvolta in diverse indagini penali - al momento del sequestro stava per essere ultimato sulla statale 96 tra Bari e Altamura, nel comune di Grumo Appula.
Rigettando il ricorso, la Suprema Corte ha confermato la tesi accusatoria che ha ritenuto abusiva la lottizzazione eseguita su quell'area che ricade in zona agricola; che l'impianto è stato costruito senza concessione edilizia ed è privo del nulla osta paesistico; che sorge in area Zps, cioè Zona di protezione speciale, e che insieme con l'attività di lavorazione dei rifiuti, prevede un impianto florovivaistico 'aggiuntò al progetto originario e abusivo anch'esso.

La Cassazione ha anche esaminato il procedimento amministrativo che portò l'allora giunta di centrosinistra della Provincia di Bari (presidente Marcello Vernola, ora eurodeputato di Forza Italia) ad autorizzare la costruzione dell'impianto con delibera del 4 settembre 2000. Un delibera che - secondo l'accusa - è «illegittima poichè riguardante zona di inedificabilità assoluta (...) nonchè inefficace in assenza del prescritto nulla osta paesaggistico ed in mancanza della Valutazione di impatto ambientale». A questo proposito la Cassazione scrive in sentenza che «dal provvedimento impugnato non emerge quale valutazione abbia effettuato la giunta provinciale con riferimento alla sussistenza dell'interesse pubblico alla realizzazione dell'impianto in variante allo strumento urbanistico, sotto il profilo della pubblica utilità, urgenza ed indifferibilità dell'opera».
Proprio sulle autorizzazioni concesse dalla Provincia di Bari interviene nuovamente l'associazione «Senzareti», che per prima ha denunciato pubblicamente l'illegittimità dell'impianto di compostaggio. «Un macroscopico esempio di malgoverno - scrive oggi in un comunicato Senzareti - che consente ad alcuni di fare legalmente ciò che è, o dovrebbe essere, vietato a chiunque».

«La nuova Giunta provinciale, anch'essa di centrosinistra e presieduta da Vincenzo Divella - continua Senzareti - dopo cinque rinvii sulla revoca di quella delibera e delle altre autorizzazioni concesse a Tersan-Prometeo, non ha davvero più alcuna scusa. Se Divella, e con lui i presidenti di Giunta e Consiglio regionale, Nichi Vendola e Pietro Pepe, oltre naturalmente ai sindaci di Altamura, Grumo Appula, Toritto e Modugno, continueranno a stare zitti su questa vicenda, o se cercheranno di sviare il discorso parlando genericamente delle magnifiche virtù dello smaltimento avanzato dei rifiuti, non troveranno più chi li ascolterà».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione