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Sabato 25 Novembre 2017 | 06:58

«Orgogliosa di non essere donna di mafia»

Parla Rosa di Fiore, 31 anni, pentita della mafia del Gargano. Ha amato due uomini di famiglie rivali, ne ha avuto 4 figli per i quali ora sogna una vita normale, lontano dai boss
BARI - «L'ho fatto per i miei quattro figli, sarò orgogliosa di non avere un figlio boss. Ora che non sono nessuno sono molto più orgogliosa di prima che ero qualcuno». Parla per la prima volta, ieri in esclusiva a Tv7 e oggi nell'intervista in onda sul Tg1 alle 13.30, Rosa di Fiore, 31 anni, pentita della mafia del Gargano. Ha amato due uomini di famiglie rivali in una faida sanguinaria, i Tarantino e i Ciavarella.
Prima è stata la moglie di Pietro Tarantino, pregiudicato, uno degli uomini più in vista di Sannicandro Garganico, con lui ha avuto tre figli. Poi, mentre il marito era in carcere per droga, è diventata l'amante di Matteo Ciavarella; anche con lui, boss condannato all' ergastolo il 13 ottobre scorso dalla corte d' assise di Foggia proprio grazie alle dichiarazioni di Rosa di Fiore, ha avuto un figlio.

E sulle dichiarazioni della pentita si fonda l'inchiesta della Procura di Bari: in due anni 140 arresti nel Gargano. «Coprivo un po' quello che facevano loro - racconta la Di Fiore - avevo ruoli importanti, accompagnavo Matteo sui luoghi di traffici e delitti, erano piccole cose che andavano fatte bene. Poi mi sono stancata di vedere che sul tavolo della mia cucina veniva pianificata qualsiasi cosa. Volevo andare in un mondo dove i Tarantino e Ciavarella non fossero davvero nessuno».
Rosa Di Fiore vive oggi con i suoi quattro figli in una località segreta, sotto protezione, come prevede il programma di protezione dei pentiti. «Mi piace vedere giocare i miei quattro figli insieme; 3 Tarantino e un Ciavarella che si vogliono bene, A Sannicandro Garganico non sarebbe mai accaduto, sarebbe stato uno scandalo».

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