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Venerdì 22 Settembre 2017 | 15:40

Dalla Puglia i «gioielli» del Museo di Boston

Come scrive il principale quotidiano locale, le tre opere, trafugate, sono un vaso e una giara trovate in Puglia e una Sabina in marmo proveniente dalla Grecia
museo di BostonNEW YORK - Almeno tre capolavori del Boston's Museum of Fine Arts (Mfa), nel Massachusetts, uno dei più prestigiosi musei degli Stati Uniti, sono stati trafugati in Italia.
Come scrive oggi il principale quotidiano locale, il «Boston Globe», le tre opere sono un vaso e una giara trovate in Puglia e una Sabina in marmo proveniente dalla Grecia.
Le tre opere erano state acquistate dal museo negli anni scorsi e foto polaroid che le rappresentano sono state trovate in casa di due mercanti coinvolti in traffici di opere d'arte antiche, Robert Hecht e Giacomo Medici.
In tutto, secondo gli inquirenti italiani, sono una trentina le opere sospette dell'Mfa, che si è detto pronte a restituirle all'Italia se verrà dimostrato che sono state davvero trafugate.
A Boston, gli esperti locali hanno pochi dubbi: al quotidiano Ricardo Elia, un professore di archeologia di una delle università della città parla apertamente di «pistola fumante».
Il caso delle opere d'arte del museo di Boston verrà affrontato nel processo che si aprirà il 16 novembre a Roma, con sul banco degli imputati Marion True, ex responsabile per gli acquisti della antichità al Getty Museum di Malibu, in California, oltre a Robert Hecht.
Nei giorni scorsi, il Los Angeles Times aveva scritto che uno dei capolavori del Metropolitan Museum di New York, il cratere di Eufronio, è stato illegalmente trafugato da una necropoli etrusca di Cerveteri, a nord di Roma, e che le autorità italiane sostengono di averne le prove assolute.
In una memoria sequestrata nel suo appartamento parigino, il mercante d'arte Hecht riconosce di avere acquistato il cratere da Medici, condannato l'anno scorso per avere venduto opere rubate al Getty Museum di Malibu, in California.
Il mese precedente, lo stesso quotidiano di Los Angeles aveva confermato che il Getty di Malibu - dopo un lungo restauro il museo riaprirà le porte all'inizio dell'anno prossimo - restituirà all'Italia tre opere, probabilmente trafugate, e il governo italiano ha accettato.
Le tre opere (su un totale di 42 che l'Italia intende recuperare) sono un vaso greco antico, un candelabro etrusco in bronzo e una incisione su pietra.
Alla fine dell'estate, sempre più nella bufera, la True si era dimessa dal Getty. La donna ha acquistato, nel 1995, una villa sull'isola greca di Paros, nell'arcipelago delle Cicladi, facendosi prestare i fondi da un avvocato greco conosciuto per il tramite di Christos Michailidis, uno degli antiquari londinesi che regolarmente lavorava con il Getty Museum e che secondo le autorità italiane potrebbe essere stato coinvolto nel traffico di opere d'arte.

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