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Lunedì 25 Settembre 2017 | 17:10

Puglia: «Non aumenteremo le tasse»

Lo ha assicurato l'assessore al Bilancio, Francesco Saponaro, che sta mettendo a punto il bilancio di previsione regionale 2006. Ci saranno tagli alla spesa corrente e i settori a venire penalizzati rischiano di essere la cultura e i servizi sociali • Lavori di «intaglio» per tutte le regioni italiane
BARI - Malgrado le «previsioni negative» sui tagli che la legge finanziaria potrebbe apportare ai trasferimenti alle Regioni e agli enti locali, la Regione Puglia non intende aumentare la pressione fiscale. Fronteggerà le eventuali difficoltà di bilancio con tagli alla spesa corrente e quindi i primi settori a venire penalizzati rischiano di essere la cultura e i servizi sociali. Lo ha assicurato l'assessore al Bilancio, Francesco Saponaro, che sta mettendo a punto il bilancio di previsione 2006 che per i primi di dicembre intende presentare in giunta.
«Attendiamo di sapere con maggiore precisione quale sarà la forma definitiva della Finanziaria - ha detto Saponaro - ma se l'attuale impostazione dovesse essere confermata, sicuramente andremo incontro a grossi problemi ai quali non è detto però che si debba sopperire ricorrendo alla leva fiscale».
«In una congiuntura molto critica dell'economia - ha detto - non intendiamo assolutamente gravare i cittadini con aumenti di tasse visto che, peraltro, la Puglia sta andando nella direzione opposta con l'allargamento della fascia di esenzione dai ticket». Tra i primi atti compiuti dalla giunta di centrosinistra guidata da Nichi Vendola, c'è stato infatti nelle scorse settimane l'innalzamento della soglia di esenzione che è stata portata dai circa 11.000 euro a 23.000 euro.
«Si è trattato di un provvedimento che abbiamo preso per dare un aiuto ai cittadini più in difficoltà - ha detto Saponaro - figuriamoci quindi se vogliamo aumentare la leva fiscale».
L'assessore attende quindi di avere elementi più certi sulla finanziaria per approvare il bilancio entro dicembre. «La giunta formalizzerà la proposta di bilancio per i primi di dicembre - ha detto - quando avremo elementi più chiari e potremo fare una simulazione con i tagli previsti e cercare di tamponarne gli effetti». Saponaro ritiene che, se tagli ci saranno, bisognerà «ricorrere alla riduzione di alcune voci della spesa corrente con rischi di riduzione di alcune prestazioni della Regione e di trasferimenti agli enti locali».
Le prime ad essere toccate saranno quindi le iniziative per la cultura, ma Saponaro esprime anche «molta preoccupazione per i servizi sociali, visto che il governo già sul bilancio 2005 intende tagliare di metà il fondo sociale alle Regioni».
Per Saponaro, inoltre, è solo «un artificio teorico» quello prospettato nei giorni scorsi dal sindaco di Lecce, Adriana Poli Bortone, che considera facilmente compensabili i tagli dei trasferimenti statali con il ricorso ai fondi europei.
«Sanno tutti - ha detto - che la finanza comunitaria riguarda le spese per investimenti e non la spesa corrente che è il canale attraverso cui viene finanziata la cultura e i servizi sociali».
Secondo Saponaro, con la spesa comunitaria «si spera di potere continuare a finanziare investimenti per infrastrutture, ma anche questo è tutto da vedere visto che il parlamento europeo sta discutendo forti ridimensionamenti per i budget regionali e la rivisitazione degli obiettivi comunitari». Saponaro quindi è poco ottimista su questo punto: «Non credo proprio che con i fondi comunitari si possano compensare i tagli alla spesa corrente».

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