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Sabato 23 Settembre 2017 | 05:49

Sale a 7 il numero dei presunti usurai di Bari

Nell'ambito dell'operazione denominata «Top Rate» (che nel novembre 2003 portò all'arresto di 5 persone accusate d'usura), finanzieri del Gico hanno eseguito l'ordine di custodia cautelare ai domiciliari contro due insospettabili
Sale a 7 il numero dei presunti usurai di Bari
BARI - Finanzieri del Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata (Gico) del Nucleo Regionale di Polizia Tributaria di Bari, hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari emesse, dopo il ricorso presentato dal sostituto procuratore della Repubblica Renato Nitti contro il rigetto del Gip di Bari, dalla Corte di Cassazione di Roma contro due persone accusate a vario titolo di usura ed estorsione. Si tratta di Pasquale Pontrelli, imprenditore edile di Capurso e di Vito Lonero, entrambi 43enni, ritenuti responsabili di usura in concorso ed il secondo anche di estorsione.
I provvedimenti rappresentano l'ulteriore sviluppo dell'indagine che, nel novembre 2003, portò all'arresto di altri cinque presunti usurai ed alla denuncia a piede libero di sette persone, nell'ambito dell'operazione denominata «Top Rate». L'inchiesta fece luce su un giro vorticoso di prestiti di denaro concessi con tassi d'interesse illegali.
La prima vittima accertata era un imprenditore trovatosi in serie difficoltà finanziarie. Le indagini consentirono di individuare altre vittime, una delle quali aveva tentato di suicidarsi per sfuggire alle richieste sempre più pressanti degli indagati. Per quanto riguarda Lonero e Pontrelli, le indagini sono arrivate alla conclusione che il primo effettuava, su richiesta della vittima che si trovava in difficoltà a seguito dei debiti contratti con gli altri usurai, attività di cambio assegni e prestiti di denaro con l'applicazione di tassi d'interesse pari, almeno in un caso, al 450%.
Per quanto riguarda il secondo, gli accertamenti bancari hanno consentito di accertare che molti assegni consegnati dalla vittima di usura a Lonero, come garanzia per la restituzione, recavano quale beneficiario o quale giratario per l'incasso proprio Pontrelli. Quest'ultimo, infatti, essendo un imprenditore edile, poteva tranquillamente giustificare tali movimenti bancari.
Nei confronti dei due arrestati, nel luglio del 2004 era stato disposto il sequestro preventivo di beni mobili ed immobili per un valore complessivo di circa 800 mila euro ed era stata sottoposta a sequestro un'area adibita ad autolavaggio per abusi edilizi.

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