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Sabato 23 Settembre 2017 | 05:58

«I terremotati del Foggiano sono stati dimenticati»

La denuncia del capo della Protezione civile, Guido Bertolaso: ci sono i soldi ma la ricostruzione non è neppure iniziata a Casalnuovo Monterotaro, a Carlantino e a Celenza Valfortore. Sembra che le istituzioni si siano dimenticate che il terremoto del 31 ottobre 2002 non colpì solo il Molise
FOGGIA - La ricostruzione non c'è e si vede. Non c'è a Casalnuovo Monterotaro, non c'è a Carlantino, e non c'è a Celenza Valfortore, dove tutte le chiese tranne una sono chiuse. Sembra che le istituzioni si siano dimenticate che il terremoto quel maledetto 31 ottobre del 2002 non colpì solo il Molise, ma anche buona parte del Subappennino dauno dove molte strutture furono danneggiate dal sisma e molte persone furono costrette ad abbandonare le proprie case, a non portare i propri figli a scuola e a non ritrovarsi più nelle chiese pericolanti per pregare.
L'inerzia delle istituzioni si tocca con mano nel Foggiano e il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, lo ammette senza indugio: «Sono deluso - dice dopo aver visitato Casalnuovo Monterotaro - perchè mi aspettavo un piano di ricostruzione che non vedo. Parlerò col presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, che, sono sicuro, condivide questa mia amarezza, e con i tecnici per capire il perchè di questi ritardi e, soprattutto, se vi sono ed eventualmente di chi siano le responsabilità». Bertolaso ha annunciato che a Natale tornerà in Puglia e per quella data chiede che la situazione sia ben diversa. «I progetti sono pronti e dunque ho chiesto di veder avviati i lavori entro Natale, voglio vedere - dice senza mezzi termini i cantieri aperti il 24 dicembre».
Il problema, ha spiegato ancora il capo della Protezione Civile, non sono i soldi. «Quelli ci sono - ha detto - è si tratta di contributi abbastanza sostanziosi: tra quelli statali, quelli del Cipe e quelli dell'Unione Europea si arriva a 120 milioni di euro, di cui 40 erano destinati specificamente alla ricostruzione e alla ristrutturazione delle abitazioni». Il problema, dunque, «è che non sono stati spesi».
Bertolaso si è recato oggi in visita a Casalnuovo Monterotaro, uno dei Comuni della Capitanata più duramente colpiti dal sisma, che in questo periodo vive momenti di particolare difficoltà per le dimissioni del sindaco e per lo scioglimento del Consiglio comunale. Il paese ha moltissimi edifici che in tre anni sono stati solo puntellati e dove la ricostruzione va molto, molto a rilento.
In tre anni - accusano gli abitanti - non è stata mossa una pietra, tutto è rimasto come prima. Una situazione, questa, che ha esacerbato gli animi degli abitanti che oggi hanno chiesto con garbo ma con fermezza al capo della Protezione civile, cittadino onorario di Casalnuovo, come mai nulla è stato fatto malgrado siano trascorsi tre anni dal terremoto, e perchè tante persone sono costrette a vivere ancora oggi in luoghi angusti in attesa che vengano ricostruite le abitazioni.
Sono infatti più di 500 le famiglie di Casalnuovo che hanno chiesto abitazioni nuove in un paese che - secondo i racconti degli abitanti - «muore giorno dopo giorno proprio perchè la gente va via per l'impossibilità di viverci». Ma la situazione di Casalnuovo Monterotaro è simile a quella di altri paesi limitrofi dove i lavori di ricostruzione stentano a partire e dove neppure i parroci riescono a trovare gente di buona volontà che abbia voglia di occuparsi della ristrutturazione delle loro piccole chiese, chiuse da tre anni.

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