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Lunedì 25 Settembre 2017 | 06:33

Molfetta - Arrestato un manager

Michele Palmiotti - presidente della Multiservizi - ai "domiciliari" per favoreggiamento personale nei confronti del pluripregiudicato Saverio Piccininni
BARI - Favoreggiamento personale aggravato; è l'accusa nei confronti di Michele Palmiotti, 55 anni, presidente della Molfetta Multiservizi Spa, società a prevalente partecipazione pubblica, arrestato e posto ai domiciliari dai Carabinieri in seguito alle indagini nell'ambito dell'operazione "By Pass" del 6 ottobre scorso, quando finirono in manette o ai domiciliari 11 appartenenti ad una organizzazione criminale accusati di associazione a delinquere finalizzata alle estorsioni, alla ricettazione a ai furti.
Il provvedimento è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani Michele Nardi, su richiesta del Pm Giuseppe Maralfa. Secondo gli inquirenti, Palmiotti, dopo che ai danni dell'azienda furono commessi i furti di un furgone Iveco e di altre due autovetture con conseguente richiesta di un riscatto, avrebbe aiutato il pluripregiudicato Saverio Piccininni, detto "Settpoint", a eludere le indagini dei Carabinieri sugli episodi di ricettazione ed estorsione di cui l'uomo si sarebbe reso responsabile, insieme agli altri pregiudicati Michele Laforgia e Giuseppe Cuocci.
Interrogato dai militari, Palmiotti riferì di non aver mai chiesto a Piccininni di interessarsi per il recupero del veicolo e disse di aver contattato telefonicamente Piccininni per altri motivi.
Palmiotti è, inoltre, indagato per aver omesso di denunciare all'autorità giudiziaria di avere ricevuto richieste estorsive per ottenere la restituzione del furgone rubato e degli altri due veicoli e di violazione della legge elettorale (voto di scambio).
Da candidato, nel collegio di ponente di Molfetta, alla Provincia di Bari nelle elezioni del 2004, avrebbe promesso al pregiudicato Piccininni un posto di lavoro per la moglie in cambio di collaborazione nella propaganda elettorale. Il provvedimento cautelare si è reso necessario per il pericolo di reiterazione del reato, oltre che per il grave quadro indiziario.
Il giudice Nardi, nell'ordinanza, evidenzia come il comportamento di Palmiotti comprometta l'immagine delle istituzioni ed inneschi un ingiustificato ma inevitabile senso collettivo di sfiducia verso un'intera classe politica. I Carabinieri stanno ascoltando altre persone coinvolte nell'inchiesta.

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