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Giovedì 21 Settembre 2017 | 18:06

La madre di Giusy aspettava un maschietto

Si è conclusa l'autopsia sul corpo di Grazia Rignanese, incinta, suicidatasi a Manfredonia. Sua figlia, Giusy Potenza, è stata ammazzata l'anno scorso
FOGGIA - Si è conclusa nel tardo pomeriggio l'autopsia sul corpo di Grazia Rignanese, la mamma di Giusy, suicidatasi lunedì mattina nella sua abitazione di Manfredonia. La donna era al settimo mese di gravidanza.
L'esame autoptico eseguito dall'equipe del professor Vittorio Fineschi dell'istituto di medicina legale degli Ospedali Riuniti di Foggia all'Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo ha stabilito che la donna è morta per asfissia. L'autopsia ha confermato - hanno detto i medici che hanno eseguito l'esame - quella che inizialmente era una ipotesi, e cioè il tentativo riuscito di suicidio a mezzo di impiccagione. Il feto, di sesso maschile, che la donna portava in grembo da sette mesi è morto subito poichè non ha potuto approvvigionarsi di sangue e di ossigeno dalla madre. Altri esami istologici saranno effettuati nei prossimi giorni anche per avere la certezza dell'orario della morte, che dovrebbe aggirarsi tra le 11 e le 11.30. Grazia Rignanese - che viveva a casa della madre per il suo stato di salute - lunedì mattina è andata nell'abitazione di via Domenico Savio, dove viveva con Giusy, e si impiccata nella veranda della cucina con una corda da pescatore acquistata poco prima. Il corpo è stato scoperto dalla figlia maggiore, preoccupata perchè non aveva notizie della madre.
I funerali si svolgeranno domani pomeriggio alle 16 a San Michele, nella stessa chiesa dove nel novembre dello scorso anno si erano tenuti i funerali della figlia Giusy, la quindicenne uccisa il 12 novembre scorso il cui corpo era stato rinvenuto il giorno successivo a ridosso di una scogliera nelle campagne sipontine. Ad uccidere la ragazza un cugino del padre, Giovanni Potenza, arrestato il 23 dicembre. Il 6 maggio scorso gli agenti di polizia hanno arrestato due ragazze - Sabrina Santoro e Filomena Rita Mangini - perchè accusate di aver indotto alla prostituzione la quindicenne e per poi dividersi i soldi ricavati dall'illecita attività: sarebbero state proprio le ragazze - ora non più detenute - a contattare i clienti. Il 30 maggio successivo venne arrestato il padre di Giusy, Carlo Potenza, dopo che aveva tentato di uccidere il padre di una delle due ragazze. L'uomo, che fino al giorno della morte della moglie era agli arresti domiciliari in Lombardia, parteciperà alla funzione religiosa. Dopo le esequie il corpo della donna sarà sepolto accanto alla tomba della figlia, come più volte aveva chiesto.

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