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Giovedì 21 Settembre 2017 | 23:05

«Fatecele adottare entrambe»

La richiesta di una famiglia pugliese: già loro figlia una bimba biellorussa, ora chiedono di poter avere in Italia la sorella malata • Stop Ministero accordo Bielorussia
ROMA - Darya è una bambina bielorussa di 12 anni ed è gravemente malata. La sua gemella, Lilia (i nomi sono di fantasia), da quasi tre anni fa parte di una famiglia pugliese che l'ha regolarmente adottata. Alla richiesta dei genitori di Lilia di adottare anche la piccola Darya, di farle riavvicinare e farle vivere insieme, le autorità di Minsk hanno rifiutato. Motivazione, giunta dalla capitale della Bielorussia appena pochi giorni fa: devono essere ancora verificate, per la bambina, le condizioni per un'adozione nazionale.
La Bielorussia è al centro in questi ultimi tempi di polemiche in tema di adozioni per le nuove norme di cui si è dotata. Ci sono 150 bambini le cui pratiche, da parte di famiglie italiane, sono bloccate ed aspettano con ansia al più presto il via libera.
Il rifiuto all'adozione di Darya non ha fermato i suoi aspiranti genitori che hanno espresso la ferma determinazione di continuare la battaglia perchè lei arrivi nella loro casa, possa essere curata, finisca la separazione dalla gemella. Il caso appare infatti particolarmente delicato, oltre che urgente, perchè Darya è molto malata - le è stato asportato un rene a causa di un tumore e vive con metastasi al polmone - e da quando la sorella è stata adottata è venuta più volte, ospite, nella sua casa; complessivamente circa quattro mesi ogni anno.

«In questi periodi - raccontano i genitori C.P. e A.C. - le sorelle hanno avuto modo di conoscersi meglio ed il legame affettivo è diventato molto forte provocando ad ogni partenza un gran dolore e non pochi traumi alle bambine». Ma non solo. «Durante i periodi di permanenza in Italia è stata sottoposta ad una serie di accertamenti che hanno evidenziato, vista la patologia di cui è affetta la bambina, di un continuo e costante controllo medico e di un'attenta e corretta alimentazione». A causa della sua malattia, Darya ha subito un intervento chirurgico ed è stata sottoposta a chemioterapia e radioterapia. I controlli sanitari, effettuati in Italia, hanno suggerito la necessità di uno «strettissimo follow-up oncologico da seguire presso qualificati centri oncologici». Le bambine, separate all'età di tre anni, vivevano in istituti separati. «Nel gennaio 2003 - proseguono C.P. e A.C. - siamo andati in Bielorussia per adottare Lilia. In quella circostanza siamo venuti a conoscenza dell'esistenza della gemella della nostra bambina. Decidemmo subito di avviare le pratiche per l'adozione in modo da riunire le due sorelle».

Secondo persone vicine alla famiglia pugliese, Lilia e Darya soffrono molto per questa separazione forzata ma soprattutto segnalano che il ricongiungimento familiare, in occasione di adozioni, è previsto da tutte le legislature dei paesi europei ed extraeuropei. Fra l'altro, i P.C. e A.C. «non avranno mai il coraggio di comunicare a Lilia che la sua sorellina non arriverà mai perchè forse verrà invece affidata ad una sconosciuta famiglia che potrà ospitarla ma non potrà curare la sua solitudine ed il dolore per il distacco dalla persona che le è più cara».

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