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Lunedì 25 Settembre 2017 | 06:34

S'indaga su "buco" da 42 mln al Comune di Taranto

La Digos acquisisce documenti dagli uffici comunali e di società ad essi collegati. Le ipotesi di reato, a carico di ignoti, sono di abuso d'ufficio e falso
TARANTO - Agenti della Digos della questura di Taranto hanno acquisito numerosi documenti da uffici del Comune di Taranto o di società ad esso collegate. L'acquisizione è legata a una inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica di Taranto sulla situazione contabile del Comune. Le ipotesi di reato, al momento a carico di ignoti, sono di abuso d'ufficio e falso.
I poliziotti hanno prelevato carte contabili dagli uffici dell'Amat (l'azienda di trasporto urbano), dell'Amiu (l'azienda per la raccolta dei rifiuti solidi urbani), dall'ufficio Risorse finanziarie del Comune e da quello della società "Taranto servizi", società in liquidazione di cui lo stesso Comune possiede il 51 per cento. L'acquisizione è stata disposta dal sostituto procuratore Remo Epifani, che dirige l'inchiesta e che nei prossimi giorni affiderà un incarico peritale per far luce sui conti dell'ente locale.
L'inchiesta è scaturita da un esposto presentato da 14 consiglieri comunali dell'opposizione di centrosinistra. L'esposto, oltre che alla Procura, era stato inviato alla Corte dei Conti, alla Regione Puglia e all'Avvocatura generale dello Stato. Nel documento i denuncianti sostengono che la cifra di 42 milioni di euro riferita al debito del Comune di Taranto nel rendiconto finanziario 2004 non risponderebbe al vero, tant'è che poi lo stesso ente, per coprire il "buco", avrebbe messo in atto una manovra da 148 milioni.

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