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Venerdì 22 Settembre 2017 | 20:51

Si è impiccata la madre di Giusy

La ragazzina di 15 anni era stata massacrata il 12 novembre 2004 nelle campagne alla periferia di Manfredonia (Foggia). La donna era incinta di sette mesi
Manfredonia - La madre di Giusy, la ragazza trovata morta FOGGIA - Si è uccisa la madre di Giusy Potenza, la ragazzina di 15 anni massacrata il 12 novembre 2004 nelle campagne alla periferia di Manfredonia (Foggia). La donna - a quanto si è saputo - si è impiccata nella sua abitazione. Sul posto si è recata la polizia.
La donna si chiamava Grazia Rignanese, aveva 39 anni, ed era al settimo mese di gravidanza. A quanto è stato reso noto dagli investigatori, sono stati vani i tentativi fatti in ospedale di salvare almeno il bambino.

A quanto si è saputo, il suicidio della donna è stato scoperto dall'altra figlia, che stava rientrando a casa.
Per l'uccisione di Giusy è in carcere dal dicembre 2004 Giovanni Potenza, cugino del padre della ragazzina: l'uomo, ventisettenne, ammise di aver ucciso la piccola Giusy perchè aveva con lei una relazione che la ragazzina non voleva interrompere, nonostante l'uomo fosse sposato.
Nel maggio 2005, poi, due amiche di Giusy furono arrestate con l'accusa di aver indotto la ragazzina a prostituirsi e di averne sfruttato la prostituzione, sia pure - secondo gli investigatori - «per determinati episodi». Furono arrestate Sabrina Santoro, di 24 anni, e Filomena Rita Mangini, di 19, entrambe di Manfredonia.
In quella circostanza, con dolore e rabbia, Grazia Rignanese urlò: «Me l'hanno uccisa una seconda volta. Questa non è la verità. Loro sono delle ragazze facili, si sapeva da sempre. Mia figlia baciava il fidanzato solo sulle guance, dal primo giorno ho sospettato di loro».

Anche il padre di Giusy, Carlo Potenza, visse con estrema amarezza il seguito acre dell'uccisione della figlia: il 30 maggio 2005 l'uomo fu arrestato con l'accusa di aver accoltellato in un bar della cittadina dauna Pasquale Mangini, padre di una delle due giovani donne arrestate qualche settimana prima, con l'accusa di aver indotto Giusy a prostituirsi. Potenza dichiarò di aver colpito Mangini perchè più volte aveva infangato la memoria di sua figlia.

Era in uno stato di grave depressione, addirittura di prostrazione Grazia Rignanese e le sue condizioni di salute si erano ulteriormente aggravate - a quanto si è saputo - proprio dopo l'arresto del marito, Carlo Potenza, e soprattutto dopo che questo, nel giugno scorso, per gli arresti domiciliari che gli erano stati concessi si era dovuto allontanare da Manfredonia, per disposizione del giudice.
Proprio a causa della depressione, i familiari cercavano di star sempre vicino a Grazia: anche per questo, da quando Carlo Potenza era dovuto andare a vivere in una città del Nord Italia da parenti, la donna era stata indotta ad andare ad abitare con la propria madre.
Nelle ultime ore, però, approfittando di un momento di assenza in casa, la donna si è allontanata ed è ritornata nella sua casa, quella in via Domenico Savio, dove aveva vissuto con i suoi parenti e dove aveva visto la sua famiglia disgregarsi poco a poco: qui è andata sulla veranda e si è impiccata. Preoccupati per la sua assenza, i familiari l'hanno cercata e dopo alcune ore la figlia Michela l'ha trovata impiccata.

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