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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 04:19

Foggia - «Faccia di cavallo» è un insulto: la Cassazione conferma condanna

ROMA - È un insulto dire «faccia di cavallo» alla vicina di casa durante un litigio, accalorato, tra dirimpettaie. Lo sottolinea la V sezione penale della Cassazione, con la sentenza 38079. In particolare, i Supremi giudici, hanno confermato la condanna emessa, nel giugno 2004, dal giudice di pace di Foggia a carico della signora Maria D., di 64 anni. La donna aveva pesantemente litigato con una vicina, Giovanna R., e tra le altre parole poco gentili che le aveva rivolto, l'aveva anche apostrofata dicendole «faccia da cavallo». Con riferimento a questa particolare e colorita espressione, la Cassazione ha spiegato che in maniera «esauriente e corretta, il giudice di pace ha ritenuto sussistenti gli estremi del reato dato che la frase, rivolta per di più ad una signora, con enfatizzazione caricaturale delle caratteristiche del volto, ha contenuto di offesa e di dileggio».
Così la Suprema corte ha rigettato il ricorso con il quale Maria ha cercato di sostenere la non offensività di questa frase e del suo comportamento. Oltre a bocciare la sua tesi difensiva, la Cassazione ha condannato Maria anche a pagare 500 euro di spese processuali e 400 euro come risarcimento dell'ingiuria, così come stabilito dal verdetto del giudice di pace.

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