Cerca

Martedì 23 Gennaio 2018 | 05:08

Truffe, gemelle ma molto diverse

Gdf fa 4 arresti a Taranto: avrebbero sfruttato la somiglianza tra due sorelle gemelle per costituire società "fantasma". Una delle due era all'oscuro di tutto
TARANTO - Avrebbero sfruttato la somiglianza tra due sorelle gemelle, di cui solo una coinvolta nell'inchiesta e l'altra all'oscuro di tutto, per costituire società "fantasma". Attraverso l'esibizione di documenti di identità falsi e contraffatti, avrebbero perpetrato ingenti truffe ai danni di numerosi operatori economici ed emesso fatture per operazioni inesistenti. Sono le accuse nei confronti di quattro persone arrestate a Taranto dalla Guardia di Finanza, dopo mesi di accurate indagini, in esecuzione di altrettante ordinanze di custodia cautelare.
Si tratta di Cataldo Lubrano Di Giunno, Alessandro Lubrano Di Giunno, Adriana Antonicelli e Clara De Vita, tutti di Taranto. L'operazione è stata denominata "Twins" in quanto le truffe venivano perpetrate, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, anche attraverso la materiale sostituzione di una delle indagate, Adriana Antonicelli, con la sorella gemella Anna, del tutto estranea alla vicenda e, in altri casi, tramite l'esibizione e l'utilizzo di documenti di identità falsificati appartenenti a persone defunte o inesistenti.
In pratica Cataldo Lubrano Di Giunno, insieme alla Antonicelli, si presentava al notaio con documenti falsi per costituire società fittizie, finalizzate all'emissione di false fatture ed all'emissione di assegni a vuoto. La Antonicelli avrebbe affermato davanti al notaio di essere Anna, sorella gemella, e avrebbe anche esibito un passaporto sul quale era stato modificato il nome.
Il pubblico ministero Mario Barruffa, titolare delle indagini, ha richiesto i provvedimenti restrittivi al gip, considerando anche la recidività degli indagati. I finanzieri hanno avviato una serie di controlli incrociati che hanno consentito di individuare i responsabili. Durante l'estate tutta la documentazione sequestrata è stata esaminata. La truffa, nei confronti di vari soggetti, consisteva sostanzialmente nella simulazione di operazioni commerciali documentate da fatture per operazioni inesistenti, nelle quali venivano, tra l'altro, indicati i dati dei soggetti fittizi. Non è possibile ancora quantificare il danno ma tuttavia sarebbe di una certa rilevanza.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400