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Domenica 24 Settembre 2017 | 10:47

La droga non è in valigia, è la valigia

In Sud America venivano fabbricati componenti di valigie con una sostanza costituita da plastica e cocaina insieme, in grado di eludere i controlli. I militari della Guardia di Finanza hanno scoperto a Bari un sofisticato laboratorio chimico in cui poi si scindevano gli elementi per ottenere lo stupefacente
BARI - Militari della Guardia di Finanza hanno scoperto a Bari un sofisticato laboratorio chimico allestito da un'organizzazione criminosa per il traffico internazionale di sostanze stupefacenti provenienti dal Sud America. L'organizzazione provvedeva alla fabbricazione, in America Latina, di componenti di valigie con una sostanza costituita da plastica e cocaina insieme, in grado di eludere i controlli e addirittura il fiuto dei cani. Una volta che i bagagli così confezionati giungevano a Bari, passando per la Spagna, chimici molto esperti scindevano nuovamente gli elementi e provvedevano a distribuire sul mercato la cocaina.
I militari hanno per questo arrestato tre persone (un colombiano e due italiani) e sequestrato tre chili di cocaina e 185 di hascisc, una pistola e varie munizioni.
La scoperta è stata fatta dal nucleo regionale di polizia tributaria dopo che, verso la fine dell' estate, fu individuato un cittadino colombiano sospettato di trasportare in Italia sostanze stupefacenti. I militari hanno seguito i suoi spostamenti per un lungo periodo a conclusione del quale hanno fatto irruzione in una villetta nel rione Japigia, un quartiere periferico di Bari, dove hanno trovato il colombiano insieme con due italiani. Questi ultimi, dei quali non sono stati resi noti i nomi per «non compromettere» - è stato reso noto dalla Guardia di finanza - lo sviluppo delle indagini, sono stati arrestati e sequestrate le sostanze stupefacenti.
A quanto si è saputo, nella villetta era stato allestito un laboratorio dove, con un procedimento altrettanto sofisticato, i due elementi venivano separati e la cocaina purissima immessa sul mercato. In particolare, i militari hanno scoperto che le intercapedini interne rigide della valigia e anche qualche componente esterno erano costituiti da cocaina sintetizzata e mescolata con la sostanza plastica tanto da rendere impossibile la sua individuazione. Il sistema - secondo gli investigatori - era estremamente sofisticato tanto da supporre che nel traffico fossero coinvolti chimici estremamente esperti insieme a trafficanti in grado di immettere successivamente le sostanze sul mercato.
La villetta, che faceva parte di un complesso residenziale, era in una zona isolata e non toccata dal traffico del quartiere, ma in una posizione strategica perchè a ridosso dell' incrocio con la tangenziale.

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