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Martedì 19 Settembre 2017 | 15:42

Blitz anti-coca tra Molise e Puglia

Eseguite 14 ordinanze di custodia cautelare. Le indagini partite un anno fa quando venne arrestato un ex calciatore con 35 grammi di cocaina, era droga purissima
FOGGIA - Gli agenti della squadra mobile di Foggia e Campobasso dall'alba di questa mattina stanno eseguendo 14 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettante persone accusate di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L'operazione, che coinvolge anche oltre 40 indagati, è tesa a sgominare una presunta banda di spacciatori di San Severo in provincia di Foggia che riforniva il Tavoliere e il Molise, in particolare la Campobasso bene.
Nel corso dell'operazione in cui sono stati impegnati 300 agenti di polizia, diverse unità cinofile e due elicotteri, sono stati sequestrati un chilo e mezzo di cocaina. Nel corso del blitz al quale hanno preso parte quasi 300 agenti di polizia, 10 unità cinofile e due elicotteri gli uomini della Squadra Mobile e del commissariato di San Severo hanno sequestrato quasi un chilo e mezzo di cocaina, 2 chili di marijuana, 1 chilo e mezzo di hashish, una pistola calibro 45. Inoltre sono state denunciate 64 persone e identificati 860 assuntori. In manette sono finiti Luciano Clema di 28 anni, Giuliano Conca di 31, Felice Nardino di 34, Mario Leonardo D'Aloia di 32 e Luigi Gualano di 35.
Hanno ottenuto i domiciliari invece Michele Nesta, un sottufficiale dell'Esercito in servizio a Caserta di 28 anni, Davide Palumbo di 35, Luigi Puca di 32 e Domenico Iannantuono di 43 anni. Altre 4 persone, residenti a Campobasso, hanno ottenuto invece l'obbligo di dimora. Per loro le accuse sono di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Agli indagati sono contestati 850 episodi di spaccio.
L'operazione «ombra 2005» - così come è stata chiamata - i cui arresti scattati oggi sono stati possibili anche grazie all'uso di sofisticati mezzi tecnologici in dotazione alla Polizia Scientifica e all'intervento degli uomini del Nucleo Prevenzione Crimine dell'Abruzzo e dalla Campania, rientra nell'ambito di un piano strategico nazionale - riferisce una nota - avviato dal Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato, al fine di contrastare la dilagante diffusione della cocaina sul territorio nazionale ad opera del crimine associato italiano.
La linea di azione prevede non solo un costante contrasto alle grandi organizzazioni criminali che gestiscono il traffico internazionale di sostanze stupefacenti, ma anche l'individuazione e lo smantellamento delle reti illecite di spaccio annidiate nelle singole realtà territoriali del nostro Paese. Il prosieguo delle indagini sarà incentrato sugli aspetti del reinvestimento dei proventi illeciti dell'organizzazione smantellata quest'oggi in Campania, Molise e Puglia dalla Polizia di Stato.
La droga veniva spacciata in Molise per non dare fastidio alla criminalità già operante a San Severo.
Le indagini degli agenti di polizia hanno preso il via un anno fa quando, a Vasto, venne arrestato Michele Clema, ex calciatore della squadra locale con 35 grammi di cocaina. In quell'occasione le indagini di Squadra Mobile e commissariato evidenziarono che la droga sequestrata conteneva un principio attivo che variava dal 75 all'85% si trattava di cocaina quasi purissima e, dunque, oggetto di ulteriore taglio. Dal gennaio all'aprile scorso gli agenti hanno, infatti, appurato che molti spacciatori di San Severo avevano deciso di vendere la droga nel Molise -e in particolare a Campobasso- anche per non dare fastidio a chi già gestiva l'illecita attività nel centro dell'alto Tavoliere. Tre le «batterie» che si contendevano il mercato e che vendevano, per lo più cocaina, anche ad alcuni appartenenti a famiglie benestanti di Campobasso. A volte gli spacciatori non giungevano sino in Molise, ma si davano appuntamento a metà strada con gli acquirenti fissando gli incontri a Lucera o a Motta Montecorvino. La droga veniva venduta ad un prezzo che oscillava tra gli 80 e i 110 euro al grammo. 20 i grammi giornalieri di droga che veniva spacciata e che nei fine settimana raggiungeva anche i 60 grammi.
L'operazione è stata denominata «Ombra», per una frase registrata durante un'intercettazione telefonica nel corso della quale un acquirente avrebbe detto: «devi comprendere, la voglia di cocaina per me è come l'ombra, mi segue di giorno e di notte».

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