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Sabato 23 Settembre 2017 | 23:48

Anche in Puglia "sciopero" dello spettacolo

Contro i tagli previsti dalla prossima Finanziaria, mobilitazione degli assessori alla cultura di Regione, Provincia e Comune di Bari, Silvia Godelli, Cesareo Putignano e Nicola Laforgia. Il Sud e la Puglia saranno i più colpiti dalle restrizioni
BARI - Fare quadrato contro i tagli della finanziaria anche al settore cultura per «bloccare le scelte e invertire la tendenza secondo cui la cultura non è un bene prioritario». Questo il proposito lanciato dagli assessori alla cultura di Regione, Provincia e Comune di Bari, Silvia Godelli, Cesareo Putignano e Nicola Laforgia, come «testimonianza a livello locale di quello sciopero e di quella manifestazione nazionale che vede oggi in Italia fermo il mondo dello spettacolo. «Il taglio di 164 milioni di euro previsti dalla Finanziaria al fondo unico per lo spettacolo "Fus", sono il 33% del fondo stesso e dimostrano, insieme a circa il 6% di tagli sulle spese correnti degli enti locali, la volontà del governo di tagliare la cultura, farla morire bollandola come una perdita di tempo».
Il grido di allarme è stato sottolineato da Godelli che ha precisato come «siamo testimoni civili dei bisogni primari dei cittadini perché una vita senza cultura sarebbe un ritorno alla barbarie. Non solo siamo aggrediti - ha proseguito Godelli - da un disegno politico che mette sul lastrico gli operatori culturali e tutto l'indotto e che affamerà gli enti lirici tutti più o meno con i bilanci in perdita, ma rischiamo di imparare a fare a meno della cultura come abbiamo fatto con i contenitori culturali, incrementando la teledipendenza della più bieca televisione».
L'incidenza della finanziaria avrà una ricaduta «disastrosa - ha annunciato Antonio Fuiano della Cgil spettacoli - a cui vanno aggiunti i tagli che gli enti locali saranno costretti a fare a loro volta. Il Sud e la Puglia saranno i più colpiti e la nostra Regione quasi azzererà il settore».
Di fronte a tutto questo istituzioni, sindacati e operatori proclamano «l'unità» e Francesca Rossini dell'Agis ha lanciato una proposta: «rivedere tutto il Fondo unitario dello spettacolo individuando i bacini alternativi di finanziamento, dal gioco del lotto alle percentuali della pubblicità per ridisegnarlo su fabbisogni triennali».

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