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Lunedì 25 Settembre 2017 | 09:59

Manfredonia - Violenze per casa occupata

Con l'accusa di triplice tentativo di omicidio, tentativo di estorsione e porto e detenzione illegale di armi, sette persone sono state arrestate dai carabinieri
MANFREDONIA (FOGGIA) - Avrebbero minacciato e tentato di uccidere un uomo per costringerlo ad abbandonare l'abitazione dell'Istituto autonomo case popolari (Iacp) che egli aveva occupato abusivamente con la propria famiglia a Manfredonia (Foggia): con l'accusa di triplice tentativo di omicidio, tentativo di estorsione e porto e detenzione illegale di armi, sette persone sono state arrestate dai carabinieri.
Quattro provvedimenti cautelari sono stati notificati in carcere a persone detenute per altra causa, tre indagati sono stati invece arrestati da militari del Reparto operativo del comando provinciale dei carabinieri di Foggia. L'operazione ha riguardato i Comuni di Manfredonia, Foggia e Milano.
I provvedimenti cautelari sono stati emessi dal gip del Tribunale di Foggia Rita Curci, su richiesta del pm inquirente Alessandra Fini. I fatti contestati fanno riferimento al periodo compreso tra il 2002 e il 2003, quando furono compiuti i tentativi di omicidio ai danni di un trentacinquenne di Manfredonia e della sua famiglia.

Secondo le indagini, il trentacinquenne Giovanni Potenza subì in sette mesi tre tentativi di omicidio per aver occupato abusivamente, forse senza saperlo, la casa popolare in cui progettava di andare a vivere con la sua donna Giuseppe Pacilli, di 33 anni, pregiudicato che la Dda di Bari ritiene affiliato al clan mafioso Libergolis-Romito.
L'appartamento fu occupato dalla famiglia Potenza nel luglio del 2002 e da quel momento - secondo le indagini - cominciarono le intimidazioni nei confronti dell'uomo, seguite da tre tentativi di omicidio. Il primo agguato fu compiuto per strada da due persone che spararono colpi di pistola contro Potenza, ferendolo lievemente alla spalla. Successivamente, il 30 ottobre 2002, due persone tentarono di uccidere il 35/enne con colpi di fucile ma l'arma si inceppò; i sicari entrarono nuovamente in azione il 12 marzo 2003, quando contro Potenza furono sparati colpi di fucile che non andarono a segno.

Al termine delle indagini i carabinieri hanno arrestato Nicola Fiore, di 41 anni, Giuseppe De Cristofaro, di 22, e Raffaele Vitale, di 27, tutti di Manfredonia. La misura cautelare è stata invece notificata in carcere a Pacilli (detenuto per l'omicidio di Matteo Quitadamo, compiuto il 2 agosto 2002 nel Foggiano), a Gaetano Renegaldo, di 27, a Gesualdo Fiore, di 44, e a Gennarino Lungo, di 34, tutti di Manfredonia. I sette rispondono di tentato omicidio in concorso, estorsione e porto e detenzione illegale di armi da fuoco.
«Riteniamo si sia trattato di una operazione molto importante - ha detto il comandante provinciale dei carabinieri di Foggia, col.Domenico Punzi, nel corso della conferenza stampa convocata dopo gli arresti - perchè è servita ad assicurare alla giustizia un gruppo di persone pericoloso». «Pacilli, che attualmente è detenuto nel carcere di Nuoro - ha concluso Punzi - doveva già rispondere di vari episodi di estorsione e dell'omicidio di Quitadamo; ora dovrà rispondere di tre tentativi di omicidio ai danni di Potenza, sia come mandante, nei primi due attentati, che come esecutore nel terzo».

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