Cerca

Giovedì 21 Settembre 2017 | 23:22

Bari - Concime tossico dai rifiuti

Arresti domiciliari ai titolari di due aziende, ad Adelfia e nella provincia di Campobasso, dopo le indagini dei Carabinieri del Nucleo operativo ecologico
BARI - Concime tossico, un mix di fanghi da depurazione e rifiuti industriali contenenti anche metalli pesanti come lo zinco, sversato su terreni agricoli all'insaputa dei proprietari e la commercializzazione dello stesso prodotto, spacciato per fertilizzante ad agricoltori in tutta la penisola, è quanto scoperto dalla Procura di Bari che ha ordinato il sequestro di un'azienda nel barese e l'arresto di due persone. Si tratta del titolare della Sapa srl di Adelfia (Bari), Michele Attolico, e di Antonio Zoccolillo, titolare della Telesia service sas di Boiano (Campobasso), entrambi agli arresti domiciliari su disposizione giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari Jolanda Carrieri. L'indagine, condotta dal Nucleo operativo ecologico (Noe) dei Carabinieri, è coordinata dal sostituto procuratore di Bari, Renato Nitti, e dal procuratore aggiunto Marco Dinapoli. Un'indagine «molto professionale», secondo il procuratore Dinapoli, avviata due anni fa e che ha condotto alla scoperta del traffico illecito esteso da Palermo a Pescara al nord d'Italia, portato avanti dall'azienda di Adelfia anche in assenza delle autorizzazioni, spacciando per concime agricolo quello che invece era il frutto di fanghi di depurazione e rifiuti industriali, a volte nemmeno trattati secondo le procedure previste ma insaccati e spediti a destinazione.
La ditta di autotrasporto, modificando i documenti del trasporto, avrebbe dirottato i rifiuti tossici alla ditta pugliese che avrebbe dovuto trasformarli in un fertilizzante non tossico anche per agricoltura biologica. I reati ipotizzati dalla Procura barese sono quelli di traffico illecito di rifiuti speciali e pericolosi mediante raccolta, trasporto, recupero, smaltimento e commercio di rifiuti e frode nell'esercizio del commercio, emissioni inquinanti in atmosfera, reati commessi tra il marzo 2000 e giugno 2005. Nel solo periodo compreso tra luglio e agosto 2003 sono stati individuati dai Carabinieri circa 2 milioni e 230mila chilogrammi di fanghi pericolosi. Una piccola parte del compost nocivo smerciato in cinque anni per un volume di affari di circa 20 milioni di euro, stimato dagli investigatori.
Recente è la petizione con 220 firme consegnata alla Procura barese, oltre ad una serie di esposti di abitanti di Adelfia, Comune a soli 2 chilometri e 400 metri di stanza dalla Sapa, costretti a chiudersi in casa e a non poter stendere i panni e, quindi, secondo gli inquirenti costretti a cambiare stile di vita.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione