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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 13:15

Ispettore di Polizia assassino per amore

Nicola Pellegrino originario di Altamura, è stato arrestato con l'accusa di omicidio volontario premeditato. Il delitto compiuto nel 2002 sulla Matera-Gravina in Puglia
BARI - Un ispettore di polizia, Nicola Pellegrino, di 44 anni, originario di Altamura (Bari), è stato arrestato dalla Polizia con l'accusa di omicidio volontario premeditato per l'uccisione con sei colpi di pistola di un suo rivale in amore, Antonio Mazzoccoli, di 46 anni. Il delitto fu compiuto il 20 giugno 2002 sulla strada che collega Matera a Gravina in Puglia (Bari).
Il provvedimento restrittivo è stato emesso dal gip del Tribunale di Bari Giuseppe De Benedictis su richiesta del pm inquirente Roberto Rossi ed è stato eseguito da agenti della squadra mobile delle questure di Bari e Matera. In tre anni di indagini gli investigatori hanno raccolto una serie di indizi che hanno consentito di smontare una serie di alibi che - secondo l'accusa - Pellegrino aveva costruito per evitare di essere arrestato.
Pellegrino, all'epoca dell'omicidio, era in servizio a Matera ma poi, sottoposto ad indagini, è stato trasferito alla questura di Roma.

Secondo l'accusa, Mazzoccoli fu ucciso da Pellegrino perchè aveva avviato una relazione sentimentale ed era andato a convivere con la donna del suo presunto assassino. Da qui sarebbero nati la gelosia e il desiderio di vendetta dell'ispettore di polizia che - secondo le indagini - tese un'imboscata al suo rivale.
Secondo la ricostruzione accusatoria Pellegrino, sotto falso nome, il giorno del delitto, diede un appuntamento di lavoro a Mazzoccoli, che lavorava in campo assicurativo. Il poliziotto - sempre secondo le indagini - non si presentò all'appuntamento ma si appostò in una strada isolata alla periferia di Gravina in Puglia dalla quale doveva necessariamente transitare Mazzoccoli: appena Pellegrino vide arrivare l'Opel Astra station wagon di Mazzoccoli, la accostò con la sua vettura e sparò in cosa sei colpi di pistola, uccidendo il rivale. L'arma utilizzata fu una pistola parabellum calibro 9 in dotazione alle forze dell'ordine.
Prima di compiere il delitto - sempre secondo l'accusa - Pellegrino si costruì una serie di alibi per evitare che l'attenzione degli investigatori si soffermasse sulla sua persona. La pistola utilizzata per il delitto - secondo la Procura - fu sottratta dall'ispettore ad un suo collega; nel momento del delitto, inoltre, il bancomat dell'ispettore fu utilizzato per pagare acquisti fatti in un ipermercato di Casamassima (Bari), zona in cui fu utilizzato anche il telefono cellulare del poliziotto, come risulta dalle registrazioni delle celle dei ripetitori telefonici che trasmisero il segnale.
Tutte queste circostanze furono sottoposte all'attenzione degli investigatori dallo stesso Pellegrino che, in un primo momento, fece credere ai suoi colleghi che lo interrogavano di avere alibi di ferro. Solo una serie di accertamenti tecnici compiuti successivamente hanno permesso agli agenti della squadra mobile delle questure di Bari e Matera che la tessera bancomat e il telefono di Pellegrino furono usati da un'altra persona.
Le indagini hanno anche accertato che Pellegrino minacciò ripetutamente il rivale utilizzando telefoni di alcune sue amiche e che il presunto assassino impiegò poliziotti (inconsapevoli che si trattasse di questioni personali) per pedinare Mazzoccoli.

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