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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 05:56

Bari - Manette a fratello vittima del clan

Durante un blitz antidroga è stato arrestato il fratello di Maurizio Schingaro, freddato nel 2003 da Emanuele Rafaschieri perchè non si voleva sottomettere all'autorità
BARI - E' finito in manette anche il fratello di Maurizio Schingaro un ex appartenente al clan per il cui omicidio è in carcere il capo clan Emanuele Rafaschieri nell'ambito del blitz antidroga eseguito all'alba di oggi dalla squadra mobile di Bari, guidata da Luigi Liguori, nei confronti di 17 persone, ritenute responsabili dei reati di traffico e spaccio di stupefacenti, nonchè di porto e detenzione illegittima di armi da fuoco.

Le indagini erano maturate tra il 2002 e il 2003 quando le attività del clan Di Cosimo-Rafaschieri erano fiorentissime. E proprio nel 2003, il 14 settembre, fu assassinato Schingaro, che, «estromesso dal clan perchè refrattario ad obbedire alle sue regole - spiega il capo della Mobile di Bari, Luigi Liguori - venne ucciso in un locale del lungomare mentre era tornato nel vecchio quartiere a mangiare una pizza».

Il delitto nacque da un litigio: fra Schingaro e il boss volarono parole grosse, poi Rafaschieri estrasse la pistola e aprì il fuoco. Per quell'omicidio Emanuele Rafaschieri venne condannato a 18 anni di reclusione, mentre vennero assolti Giacomo De Gennaro, Massimiliano Ficarella, Giovanni Di Cosimo e Michele Bartoli. Secondo i magistrati, dunque, Rafaschieri fu l'unico responsabile dell'omicidio, mentre gli altri ne furono soltanto spettatori.

SCHINGARO 'FREDDATO' NEL SETTEMBRE DEL 2003
Fu ucciso con un colpo alla testa dopo un disperato tentativo di fuga: Maurizio Schingaro, 33 anni, piccoli precedenti per spaccio di droga, tentò invano di rifugiarsi nel portone dove abitava la madre, in via Dalmazia a Bari, la sera del 14 settembre 2003.
Da qualche tempo l'uomo si era allontanato dal quartiere Madonnella e risiedeva a Bitonto, nella frazione di Palombaio. Sembra che avesse chiuso con le attività criminali.
Quella sera era insieme alla sua famiglia, moglie e figli, e ad altri parenti che assistettero alla macabra scena. Probabilmente la decisione di tornare nel quartiere gli costò la vita. Per l'omicidio Schingaro furono arrestati in successione dalla Squadra Mobile della Questura Giacomo De Gennaro, 24, Massimiliano Ficarella, 26, Michele Bartoli, 29, Emanuele Rafaschieri, 41, ritenuto il probabile esecutore materiale dell'omicidio, Giovanni Di Cosimo, 25, arrestato al valico di Brogeda mentre tentava di espatriare in Svizzera, tutti affiliati al clan Rafaschieri, colpito nel blitz della Polizia della notte scorsa.
Anche un cognato 26enne che era con lui venne arrestato per favoreggiamento. Agli inquirenti che lo interrogavano non disse tutta la verità. La vittima, dopo essere andato a trovare la madre, era andato in pizzeria con i parenti. I killer lo incontrarono in un bar e lo picchiarono, poi lo inseguirono a piedi per le strade del quartiere, fino a casa della madre dove tentò disperatamente di salvarsi. Ma venne ucciso in modo spietato.

SEQUESTRATI 15 KG DI STUPEFACENTI, EMERGE FENOMENO POLISPACCIATORI E POLIASSUNTORI
Sono stati sequestrato 15 kg di sostanze stupefacenti, tra eroina, cocaina, hashish e pasticche, nell'ambito del blitz antidroga eseguito all'alba di oggi dalla squadra mobile di Bari, guidata da Luigi Liguori, nei confronti di 17 persone, ritenute responsabili dei reati di traffico e spaccio di stupefacenti, nonchè di porto e detenzione illegittima di armi da fuoco.

Nell'indagine, coordinata dal pm Lorenzo Lerario, è stato riscontrato il fenomeno molto diffuso della poliassunzione di droghe diverse. «Sono stati effettuati sette sequestri - ha detto il Capo della Mobile di Bari, Luigi Liguori - La novità che emerge da questa operazione è che gli appartenenti al sodalizio criminale erano dei polispacciatori così, come i loro clienti erano dei poliassuntori. Cioè quello che è cambiato è che, mentre prima le organizzazioni erano specializzate in un'unica droga, oggi commercializzano contemporaneamente tipologie differenti di stupefacenti per soddisfare tutte le esigenze del cliente».

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