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Martedì 26 Settembre 2017 | 02:08

Dagli scavi emerge Bari preistorica

Da 4 mesi sono in corso i lavori nella zona di San Pietro, nel centro storico, promossi dalla Provincia e dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia
BARI - A quattro mesi dall' inizio degli scavi archeologici nella zona di San Pietro nei pressi del complesso di Santa Scolastica, nel centro storico di Bari, promossi dalla Provincia e dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia, oggi si è fatto un bilancio sulla ricerca.
«Si tratta - ha spiegato il presidente della Provincia, Vincenzo Divella - di restituire alla città la propria storia. Il costo è stato di circa 160mila euro a distanza di venti anni da un precedente intervento però di minore entità e nasce dalla convinzione di poter continuare gli scavi per attuare la nuova ala del museo archeologico a prolungamento del complesso di Santa Scolastica». «L' area di San Pietro - ha proseguito Divella - estesa su circa 4.500 metri quadrati si può considerare il più importante sito archeologico della città in quanto conserva una successione stratificata e pressochè continua di insediamenti, a partire dal primo nucleo abitativo che risale a 4.000 anni fa nell' età del Bronzo».
«La prossima settimana - ha spiegato Divella - avremo un incontro congiunto con la Soprintendenza per comprendere gli interventi da fare e la loro successione per realizzare il museo. Abbiamo stanziato nel Piano delle opere pubbliche due milioni e mezzo di euro e nell' accordo quadro Stato-Regione quest' ultima ha stanziato altri due milioni di euro».
«Nel progetto di massima - ha specificato Divella - prevediamo la realizzazione di passerelle e gallerie a "vetri" proprio nell' area di San Pietro che consentiranno ai visitatori di seguire e ammirare gli scavi in tempo reale».
«Abbiamo lavorato su 800 metri quadrati. Di particolare rilevanza in quest' area archeologica urbana pluristratificata - ha detto l' archeologa Francesca Radina - l' identificazione dell' edificio della chiesa di San Pietro Maggiore che compare citata nelle fonti per la prima volta nel 1119». «Significativa e abbondante - ha concluso - la quantità di reperti archeologici dell' epoca medioevale o precedente come nel caso dell' interessante ritrovamento dell' anello in oro con corniola di età Romana-Imperiale. Si tratta solo di continuare a scavare per restituire alla città la sua memoria».

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