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Sabato 23 Settembre 2017 | 05:43

Otranto - Caserma Gdf alla memoria di due caduti

La sede della Compagnia e del comando della sezione operativa navale intitolata ai finanzieri Salvatore De Rosa e Daniele Zoccola, morti la notte del 24 luglio 2000 presso marina di Castro nel corso di un'operazione anti-clandestini
OTRANTO (Lecce) - Si è svolta ad Otranto la cerimonia d'intitolazione della caserma della Compagnia e del comando della sezione operativa navale della Guardia di Finanza ai finanzieri di mare Salvatore De Rosa e Daniele Zoccola, morti la notte del 24 luglio 2000 nelle acque antistanti la marina di Castro nel corso di un'operazione contro il traffico di immigrati clandestini.
«La cerimonia - ha detto il colonnello Michele Dell'Agli, comandante provinciale di Lecce della Guardia di Finanza - è densa di significati e particolarmente sentita per noi che serviamo la Patria con le Fiamme Gialle in questa provincia. È assolutamente doverosa questa memoria ai due finanzieri, medaglia d'oro al valor civile alla memoria. Hanno immolato la loro vita per difendere altre vite umane, la legalità e la sicurezza nel nostro Paese. Il traffico di esseri umani sulle coste pugliesi si è oggi fortemente ridimensionato grazie all'impegno dell'autorità di governo e al sacrificio dei militari della Guardia di Finanza che quotidianamente e silenziosamente operano per la difesa delle nostre coste dagli assalti della criminalità organizzata internazionale».
Francesco Bruni, sindaco di Otranto, ha ricordato che «nel 2000 la città fu scossa dalla tragica fine dei due finanzieri, De Rosa e Zoccola, figli adottivi di questa terra, che hanno sacrificato la vita per compiere il loro dovere». Per il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano, intervenuto in rappresentanza del Governo, «quello dei finanzieri De Rosa e Zoccola è stato uno degli episodi più tragici nel contrasto all'immigrazione clandestina, ma è stato un episodio non privo di significato perché da quello è partita la reazione, la riscossa, se è vero che in quegli anni erano decine di migliaia i clandestini che arrivavano sulle coste pugliesi e in particolare sulle coste salentine. Dal 2002 in poi è iniziato un trend decrescente che ha portato all'azzeramento degli sbarchi. Siamo ormai nell'ordine di poche unità, a fronte delle decine di migliaia, negli ultimi mesi».
«È ovvio - ha aggiunto - che tutto ciò non deve fare accontentare chi ha azzerato l'arrivo dei clandestini anche sulle coste pugliesi e calabresi. Oggi il punto di maggiore difficoltà è in Sicilia e nel canale di Sicilia. Dobbiamo essere consapevoli che l'immigrazione clandestina non si combatte solo col contrasto, servono altre misure, come sono servite anche per il canale d'Otranto, dagli accordi ad un ingresso regolare nella prospettiva di un'integrazione effettiva».
Sono state le madri dei due finanzieri a scoprire la lapide d'intitolazione, sulla quale sono incisi i nomi dei due loro figli e la motivazione del conferimento della medaglia d'oro, lapide che è stata benedetta dal cappellano, padre Tommaso Chirizzi.
«Intitolare la caserma di Otranto ai finanzieri Salvatore De Rosa e Daniele Zoccola era non solo un atto dovuto, come ha ritenuto d'altra parte la Guardia di Finanza, ma era anche desiderio di tutte le genti del Salento, che a questi due ragazzi rimangono sensibilmente legate» ha detto il sottosegretario alla Difesa sen.Rosario Giorgio Costa, partecipando oggi alla cerimonia di intitolazione della caserma della guardia di Finanza ai due finanzieri uccisi mentre inseguivano nelle acque di Otranto un gommone con trafficanti di esseri umani.
Costa ha apprezzato l'iniziativa nei confronti di «questi due giovani d'Italia», medaglie d'oro al valore civile alla memoria, «che hanno perduto, purtroppo, la loro esistenza». «Rivolgiamo a loro un pensiero di gratitudine - ha detto - perché fu nelle acque del Salento, che si consumò uno scontro durissimo con la criminalità organizzata».
Concludendo la cerimonia, il comandante regionale della guardia di Finanza, Francesco Saverio Polella, ha ricordato che la «Puglia è stata una terra di combattimento da sempre. Ricordo che 20 anni fa stavo qui, a Bari, una città martoriata dalla presenza di traffici illeciti di ogni genere».
«All'epoca erano sigarette sulle coste - ha concluso - e anche allora abbiamo avuto dei caduti. Non in maniera così efferata, come nel 2000, ma abbiamo sempre combattuto una dura lotta su questo territorio di confine per riaffermare sostanzialmente la legalità».

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