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Martedì 26 Settembre 2017 | 14:59

Estorsioni: debellato clan nel Barese

Tartassati gli imprenditori edili ai quali erano imposti guardiani affiliati alle bande. In più erano soggetti a furti nei cantieri. Arrestate 11 persone
MOLFETTA (BARI) - Estorcevano denaro agli imprenditori edili imponendo nei cantieri una specie di guardiania, ma non solo; rubavano automezzi chiedendo ai proprietari denaro in cambio della restituzione. Gli oggetti dei furti erano depositati e conservati in una autocarrozzeria che fungeva come base logistica dell'organizzazione criminale e nella quale un componente dell'organizzazione testava l'efficienza dei mezzi rubati. Con le accuse, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alle estorsioni, alla ricettazione e ai furti, undici persone sono state arrestate all'alba di oggi dai carabinieri.
Gli arresti sono stati eseguiti in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del tribunale di Trani (Bari), Michele Nardi, su richiesta del sostituto procuratore, Giuseppe Maralfa. L'operazione è stata denominata «by pass» da una frase che - come è risultato spesso dalle intercettazioni telefoniche - era ripetuta da Michele La Forgia, 54enne, di Molfetta, ritenuto la mente dell'organizzazione.
La Forgia, insieme con Saverio Piccininni, 41 anni, di Molfetta è accusato di aver costituito, diretto, organizzato e finanziato l'associazione per delinquere. Nelle grinfie dell'associazione sarebbe finita anche l'azienda municipalizzata «Multiservizi Molfetta spa». Un dirigente di quest'ultima azienda - è stato accertato nel corso delle indagini - sarebbe stato contattato da Piccininni ed avrebbe condotto la trattativa conclusasi con il pagamento di una somma di 800 euro per la restituzione di un mezzo rubato, un furgone Fiat Iveco.
Le indagini dei carabinieri sono state avviate in seguito a due attentati dinamitardi, compiuti il 27 marzo e il 2 aprile scorsi ai danni di una pizzeria e di una videoteca in città. Le indagini, svolte senza il supporto di alcuna denuncia, hanno preso corpo quando i militari hanno avvistato, con un binocolo, La Forgia, su un cantiere edile che si faceva consegnare un plico. Tale elemento ha portato il gip del tribunale di Trani a chiedere le intercettazioni telefoniche.
Il provvedimento ha poi consentito oltre agli arresti anche la denuncia per favoreggiamento, di due cittadini che ai carabinieri, che avevano precedentemente ascoltato la loro conversazione, avevano negato di aver pagato il pizzo per la restituzione delle proprie autovetture. In una conferenza stampa svoltasi in mattinata alla Procura di Trani il procuratore, Nicola Barbera, ha rivolto un appello ai molfettesi affinchè non indugino a denunciare eventuali episodi di estorsioni e minacce, sottolineando che in caso contrario, visti gli elementi già in possesso dei carabinieri che proseguiranno le indagini, nei loro confronti potrebbe configurarsi l'ipotesi di favoreggiamento in reato.

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