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Martedì 26 Settembre 2017 | 12:53

«A Bari una cittadella dell'Esercito»

Ma anche la verità sull'Iraq e il caso «uranio», le novità emerse in un incontro col sottosegretario alla Difesa, Costa, e il generale della Pinerolo, Torres
BARI - L'Esercito via dal centro città, fuori dalle mura di Bari, diverrà presenza razionalizzata e inserita in una "cittadella" nuova di pacca; ma anche la ferma volontà di cercare la verità sul caso «uranio », quale che siano poi le conseguenze di questa verità e una inedita testimonianza dall'Iraq. E' stato un incontro ricco di notizie e che ha toccato i più caldi temi d'attualità quello che si è tenuto oggi, presso la caserma "Vitrani" di Bari. Ospite d'onore della Brigata Corazzata "Pinerolo" e del suo generale, Michele Torres, il sottosegretario alla Difesa, Rosario Giorgio Costa. Il sottosegretario Costa ed il generale Torres
Il senatore salentino ha fotografato il momento di transizione delle nostre Forze Armate, a partire dagli impegni nelle missioni internazionali, fino alla dismissioni degli immobili della Difesa.
Sull'Iraq, a chi gli chiedeva se fosse vera la notizia che il contingente italiano se ne sta rintanato nella base, Costa ha risposto raccontando della sua esperienza diretta. «Quando sono stato in Iraq mi aspettavo di poter incontrare tutti i 3.000 militari presenti li'. Non mi è mai stato possibile, perché non sono mai tutti nella base, anzi. Alcuni sono a distribuire generi di prima necessità e medicinali, altri sono impegnati in compiti di sorveglianza, altri addestrano la Polizia irachena».
Poi ha aggiunto: «Come mi ha spiegato il generale Piero Costantino (già comandante della Brigata "Folgore" e al comando del contingente durante la visita di Costa; ndr) noi lì non diamo ordini, prendiamo ordini dall'autorità politicamente eletta. Siamo di supporto alla democrazia irachena. E' chiaro che la nostra presenza in Iraq è utile ma lo è sempre meno e quindi verrà via, via, ridimensionata».
Sul caso «uranio impoverito», ovvero sull'ipotesi che questo metallo pesante, impiegato anche durante la guerra nei Balcani, abbia causato la morte di più di ventitré reduci, il prossimo 9 novembre è stata fissata, davanti al gip di Bari, Chiara Civitano, la prima udienza per l'esposto della Uil Puglia. Il Ministero della Difesa dovrà rispondere di lesioni personali e omicidio colposo. Interpellato in merito, il senatore ha detto: «E' giusto e opportuno che l'autorità giudiziaria, investita di una ipotesi di reato, svolga ogni migliore indagine. Noi ci auguriamo che lo faccia. Però in questi casi, mi metto nei panni del magistrato che si trova ad occuparsi di una vicenda di questo genere e non può far altro che nominare uno o più periti. Dopodiché, il giudice è il perito dei periti, ma obiettivamente, in quetsi casi si fa così. Il Governo, il Ministero della Difesa, non soltanto va alla ricerca della verità tanto e quanto più ogni magistrato ma, inoltre, il Parlamento ha istituito una Commissione d'inchiesta; d'inchiesta e non d'indagine, quindi ha tutte le funzioni dell'autorità giudiziaria e vi sono rappresentate tutte le forze politiche. Ho avuto notizia della morte di questo giovane reduce pugliese (Corrado di Giacobbe; ndr) e alla sua famiglia va ogni nostro conforto e considerazione esprimendo dispiacenza per questo giovane che ha servito la patria in divisa».
«La Commissione - ha detto Costa - s'è insediata e io sono il delegato per materia. In quella sede siamo partiti dall'analisi delle ricerche del prof. Franco Mandelli, scienziato di chiara fama. Egli non ritiene che ci sia una correlazione, tra gli eventi luttosi e l'uranio. Ora noi a tutto questo non vogliamo credere. Ed è per questo che c'è la Commissione d'inchiesta, che potrà contare sul Comitato scientifico e sul Comitato bioetico della Difesa, e che potrà avvalersi della collaborazione di tutti gli scienziati del mondo. Nei prossimi giorni andranno in Sardegna e poi in Kosovo, dove si ritene sia stata contratta questa patologia. Noi abbiamo un solo desiderio: che si accerti la verità. Quindi sarà utile questa indagine di Bari, nonostante che il pubblico ministero abbia chiesto l'archiviazione in base agli atti in suo possesso».
Sollecitato a intervenire sui casi di caserme dismesse (a Bari, è stata segnalata la vecchia questione della Caserma "Rossani"), il sottosegretario Costa ha detto che «in tutta Italia, vi sono immobili in corso di dismissione e c'è tutta l'attenzione della Difesa». «La dismissione è in atto e viene effettuata passando per "società veicolo" che li mettono in vendita. Certo, ci sono anche delle resistenze perché è in itinere una sorta di mentalità che deve accettare che non si può mantenere sempre esattamente l'esistente». Nel Barese ha anticipato un ridimensionamento dell'ospedale militare "Bonomo" e, per contro, una valorizzazione dell'ospedale dell'Aeronautica che è a Palese. Il sottosegretario si è anche impegnato a diffondere «una distinta di tutti gli immobili in dismissione di Bari, con l'indicazione del relativo stato di dismissione». A questo punto è intervenuto il generale Michele Torres che ha spiegato che «noi, come Forza Armata, stiamo anche studiando di portar via tutti i reparti operativi di Bari, fuori dalle mura, dalla circonvallazione di Bari. Perché è anche interesse nostro avere una maggiore mobilità. Quindi è già allo studio, presso lo Stato Maggiore dell'Esercito, la creazione di una sorta di "cittadella" per portar fuori i reparti operativi. In mancanza di risorse, del resto, noi dobbiamo anche tentare di fare delle economie, razionalizzando e non disperdendo le risorse».
Marisa Ingrosso

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