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Sabato 20 Gennaio 2018 | 00:04

4 arresti per sparatoria a Bari

Sono pregiudicati e apparterrebbero a clan rivali. Per la Mobile si sarebbero affrontati armi in pugno il 18 ottobre del 2004 a pochi passi da una scuola elementare
BARI - Quattro pregiudicati considerati affiliati di clan rivali sono stati arrestati dalla polizia a Bari perchè implicati in una sparatoria che si scatenò il 18 ottobre del 2004 a pochi passi da una scuola elementare nel quartiere di Ceglie del campo, alla periferia della città.
Tra gli arrestati figura anche Giuseppe Ladisa di 28 anni, che nella sparatoria rimase ferito ad una gamba e che fu subito indagato per favoreggiamento perchè gli investigatori lo ritennero reticente.
Le indagini, condotte dalla squadra mobile, hanno consentito, secondo gli investigatori, di fare luce su uno degli episodi di una faida armata tra i clan mafiosi rivali Stisciuglio e Di Cosola che tra l'estate del 2003 e l'autunno del 2004 si era sviluppata nei quartieri di Carbonara e Ceglie del Campo.
Nel conflitto a fuoco che si svolse dinanzi alla scuola, pochi minuti prima dell'uscita dei bambini, i due gruppi contrapposti si fronteggiarono noncuranti della presenza per strada di decine di persone. Per terra la polizia trovò 13 bossoli, sparati con almeno quattro pistole differenti.
Con Ladisa sono stati arrestati Pasquale Lamura, di 30 anni, Teodoro Frappampina, di 37 e Giovanni Martinelli, di 38: i primi due sono ritenuti dagli investigatori appartenenti al clan Strisciuglio, gli altri a quello che fa capo alla famiglia Di Cosola. Secondo gli investigatori, oltre ai quattro, diverse altre persone parteciparono allo scontro.
I due clan mafiosi avevano stretto un accordo per la spartizione della gestione dello spaccio di stupefacenti tra Carbonara e Ceglie. L'ipotesi investigativa è la sparatoria si sia verificata in seguito all'entrata in crisi di questo accordo, dovuta probabilmente anche al passaggio di alcuni componenti, come Ladisa, da un clan all'altro.
Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal gip del Tribunale di Bari Chiara Civitano su richiesta del sostituto procuratore della Dda Desirè Digeronimo.

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