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Martedì 19 Settembre 2017 | 15:43

Dopo 62 anni sepelliscono un congiunto

I familiari hanno scoperto che il corpo di Francesco Mezzina, artigliere molfettese morto durante la seconda guerra, era nel Sacrario dei Caduti di Bari
Dopo 62 anni sepelliscono un congiunto
BARI - Trovano nel Sacrario dei Caduti di Bari, a soli 20 chilometri di distanza da Molfetta, sua città di origine, i resti di un loro familiare deceduto in guerra nel 1943. Per 62 anni lo hanno creduto sepolto in Jugoslavia, a Lubiana. Una vicenda simile è venuta alla luce nei giorni scorsi e ha riguardato un granatiere originario dell'Umbria, Sabatino Moretti, disperso dal '43 e trovato dai figli sepolto in un cimitero di Oneglia, in Liguria.
I resti di Francesco Mezzina, originario di Molfetta, classe 1917, artigliere dell'esercito italiano, morto durante la seconda guerra mondiale, sono conservati, chissà da quando, nel capoluogo pugliese insieme a quelli di decine di migliaia di soldati italiani e stranieri deceduti in varie guerre. Solo a luglio scorso, la sorella Elisabetta, 91 anni, parlando con un'amica di famiglia anche lei alla ricerca dello zio, ha saputo di una associazione «Eredi della Storia» di Molfetta che si occupa di tenere vivo il ricordo dei connazionali caduti. Grazie a loro è venuta a sapere che il fratello Francesco, celibe, partito per il fronte jugoslavo nel 1940 ma mai tornato, si trovava sepolto a Bari. E' bastato guardare nell'elenco dei caduti seppelliti al Sacrario. I familiari, dopo la guerra, avevano saputo da un concittadino che era stato seppellito al fronte. Peraltro proprio il marito della signora era tornato vivo dal fronte albanese. Ma di Francesco nessuna notizia. Agli inizi di agosto la signora Elisabetta, nonostante l'età, ha voluto recarsi a Bari per mettere un fiore sulla tomba del fratello. «Non immaginate l'emozione di mia madre», dice la figlia Maria Ferrieri. «Un grande dolore e una scena straziante per lei - prosegue - che da sempre desiderava sapere che fine avesse fatto».
Giovedì si è tenuta una messa in ricordo del giovane molfettese. Accanto a sè la donna ha voluto riunita tutta la famiglia. «La cosa sconvolgente - dice l'anziana signora - è che per 63 anni non ho saputo niente nè dal Ministero della Difesa, nè dal Comune di Molfetta. Non sappiamo neanche da quanto tempo si trova sepolto a Bari». Una amarezza temperata dalla consolazione di saperlo vicino a lei. La signora ha deciso, comunque, che resti sepolto al Sacrario. Lì è onorato - osserva - e si trova con tutti i suoi commilitoni».
L'appello che lanciano i familiari di Francesco Mezzina, proprio in considerazione dei tanti casi simili emersi ultimamente e del fatto che a Bari sono sepolti migliaia di persone anche di altre nazionalità, è a comunicare ai Comuni i nominativi delle persone disperse in guerra. «Chissà quanti ce ne saranno», sottolineano.

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