Cerca

Venerdì 22 Settembre 2017 | 10:11

La Regione studia il rilancio della Puglia

La giunta dell'on. Nichi Vendola ha avviato il confronto con le parti sociali. Ricerca, innovazione e tecnologia gli obiettivi principali. Ruolo centrale all'Agenzia regionale per la tecnologia e per l'innovazione (Arti): stanziati 770.000 euro
La Regione studia il rilancio della Puglia
BARI - È stato oggi avviato il confronto con le parti sociali sugli indirizzi di politica economica ed industriale della giunta regionale pugliese.
Presenti il presidente della Regione, Nichi Vendola, il vicepresidente, Sandro Frisullo, e gli assessori regionali alla programmazione, Franco Saponaro, e al lavoro, Marco Barbieri. Sono in corso incontri con i rappresentanti delle parti sociali.

Per il rilancio del sistema Puglia un ruolo centrale verrà svolto dall'Agenzia regionale per la tecnologia e per l'innovazione (Arti) per il cui funzionamento (anno 2005) sono stati già stanziati dalla Regione Puglia 770.000 euro. È questa una delle strade indicate dal documento che prevede gli indirizzi di politica economica ed industriale della giunta regionale pugliese, al centro del confronto avviato oggi con le parti sociali. Il presidente dell'esecutivo di centrosinistra della Puglia, Nichi Vendola, il vicepresidente, Sandro Frisullo, e gli assessori alla programmazione Francesco Saponaro e al lavoro, Marco Barbieri, hanno illustrato oggi alle parti sociali il documento. «Quattro mesi di governo - ha detto Frisullo, assessore allo sviluppo economico, illustrando la proposta - non sono un tempo ragionevole per valutare l'efficacia delle politiche regionali, soprattutto in una regione come la Puglia che presenta situazioni di arretratezza tra le più preoccupanti del Mezzogiorno».
Il Pil pro-capite pugliese è inferiore al 68% della media italiana e al 65% della media europea (UE15). Come si legge nel rapporto della Banca d'Italia, nel 2004 il Pil regionale è tornato a crescere, dopo la recessione del 2003 che ha segnato una riduzione del Pil pari allo 0,8%. Però, nonostante il segno positivo, nel 2004 «lo sviluppo dell'economia pugliese è stato contenuto e inferiore alla media nazionale». E «l'attività produttiva ha tratto sostegno dal favorevole andamento dell'agricoltura e delle costruzioni, in presenza di una persistente debolezza nell'industria e nei servizi». In termini strutturali, «la Puglia continua ad esibire una produttività del manifatturiero e un tasso di occupazione inferiori di circa il 20% rispetto alla media nazionale».
In questo quadro di crisi strutturale, caratterizzato da situazioni di crisi locali, settoriali o aziendali, la prima preoccupazione del governo regionale «è rivolta - si evidenzia nel documento - a mettere a punto una strategia e lo sforzo del governo regionale è rivolto anche a rendere più veloce ed efficace la spesa del Por 2000-2006, pur tra le difficoltà - si legge - derivanti dall'eccessiva frammentazione delle misure e dall'assenza di qualunque strategia di politica industriale e di sviluppo regionale, ereditate dal precedente governo di centro-destra».
La Regione intende mettere la Puglia «al passo con l'economia della conoscenza, stimolando un cambiamento nei modi tradizionali di fare le cose, nella specializzazione del sistema produttivo regionale, nella composizione della forza lavoro e delle sue qualifiche, nei comportamenti delle pubbliche amministrazioni e nelle politiche regionali». L'innovazione è perciò intesa «come un processo di cambiamento sociale, oltre che economico e tecnologico».
In termini di politiche economiche ed industriali, questo processo di cambiamento «richiede una forte integrazione tra le politiche regionali per la ricerca e l'innovazione e le politiche regionali per la competitività e lo sviluppo». Ecco perché, in questa prospettiva, un ruolo determinante verrà svolto dall'Arti, guidata dal prof.Luigi Nicolais che ha avviato incontri con il mondo scientifico e produttivo regionale per predisporre un piano triennale di attività che sarà presentato entro il prossimo 31 dicembre.
In quest'ottica, si inserisce una serie di provvedimenti adottati dalla giunta. Sul fronte dello stimolo della domanda di innovazione da parte delle imprese, «in pochi mesi - ha detto Frisullo - sono stati approvati bandi Por per circa 210 milioni di euro, in grado di mobilitare altrettante risorse private, riguardanti gli investimenti in ricerca, innovazione, trasferimento tecnologico, formazione professionale e realizzazione di nuovi impianti produttivi». Tra questi, il bando Pia approvato dalla giunta regionale (seduta del 20 settembre scorso), costituisce un'opportunità importante per far nascere nuove imprese innovative ed attrarre investimenti dall'esterno della regione. Sul fronte dell'offerta di innovazione, si è data rapida attuazione all'Accordo di programma quadro per la ricerca, sottoscritto con il Miur, e sono stati pubblicati bandi rivolti alle università e ai centri di ricerca, per complessivi 45 milioni di euro, con la nomina del presidente Nicolais e i primi atti di indirizzo.
In questa azione, non sono state dimenticate le crisi territoriali e settoriali «che si trascinano da alcuni anni e che stanno erodendo la competitività della regione». Rispetto al passato «è stata introdotta un'innovazione di metodo e di approccio per affrontare le crisi del tessile-abbigliamento-calzaturiero (Tac) e del mobile imbottito, così come quelle delle aree di Taranto e Brindisi». Per quanto riguarda il metodo, «si è data voce ai territori, che in molti casi hanno già messo in atto una loro progettualità, in passato del tutto ignorata». Per quanto riguarda l'approccio, le crisi - sostiene Frisullo - vengono affrontate «non più in una logica emergenziale, ma disegnando nuovi percorsi di sviluppo e agendo sulle dotazioni infrastrutturali, sul risanamento ambientale e sulla dotazione di fattori pregiati come la ricerca, l'innovazione e la formazione».
Per quanto riguarda il Tac il 29 settembre è stato sottoscritto dalla regione e dalle parti sociali l'accordo relativo ai 50 milioni (comprende anche il mobile imbottito) per gli ammortizzatori sociali. Per quanto riguarda le misure relative allo sviluppo, sono stati varati una serie di bandi per la ricerca, l'innovazione e il trasferimento tecnologico, che prevedono una forte premialità per i settori in crisi. Allo stato attuale il protocollo d'intesa del 23 luglio 2004 non risulta ancora sottoscritto dal governo centrale.
Per il mobile imbottito è stata predisposta una bozza di protocollo d'intesa condivisa sia dalle due regioni che dal ministero delle Attività Produttive. Sono previste misure per lo sviluppo e l'innovazione, anche se rimane da definire l'impegno economico da parte del governo. Per quanto riguarda gli impegni della Regione Puglia, i bandi per la ricerca, l'innovazione e il trasferimento tecnologico, già varati, prevedono premialità anche per questo settore.
Per il settore aeronautico, concentrato principalmente a Brindisi, «si sta mettendo a punto una strategia di rilancio attraverso il coinvolgimento delle istituzioni locali, del sistema della ricerca e delle grandi imprese del settore, prima fra tutte Finmeccanica che si è già dichiarata disponibile a considerare strategica la presenza in Puglia». L'obiettivo in questo caso «è quello di creare il distretto tecnologico dell'aerospaziale, coinvolgendo anche il polo di Foggia e il futuro polo di Grottaglie».
Infine, la concertazione: la giunta regionale - ha detto Frisullo - «è consapevole del fatto che questi provvedimenti e queste politiche da soli non bastano per innescare un ciclo virtuoso di sviluppo». «Occorre - ha aggiunto - una forte mobilitazione e una sincera condivisione degli obiettivi di sviluppo da parte delle istituzioni locali e delle forze sociali della Puglia». «Da oggi - conclude il documento - comincia questo percorso di mobilitazione e di condivisione, che dovrà portare a costruire la nuova programmazione 2007-2013 per lo sviluppo e la coesione della Puglia».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione