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Domenica 21 Gennaio 2018 | 01:32

Bari - Informatica per lo sviluppo

«Informatica cotta o cruda» è l'inconsueta provocazione lanciata dalla Svimservice lo scorso venerdì per discutere di tecnologia in maniera alternativa
BARI - «Informatica cotta o cruda» è l'inconsueta provocazione lanciata dalla Svimservice lo scorso venerdì per discutere di tecnologia in maniera alternativa. Attorno al tavolo due «informatici» un po' sopra le righe: Luciano Costa, docente universitario alla Sapienza di Roma, informatico passato alla scrittura e Pino Bruno, giornalista Rai convertito all'informatica. A moderare la serata Giancarlo Di Paola che ha cercato di tenere i fili di un discorso snodato tra due opposizioni tematiche: con l'informatica siamo più liberi o è meglio liberarci dall'informatica?

«Io sono assolutamente per le cose crude - spiega immediatamemnte Luciano Costa, una montagna d'uomo semovente, lunghi capelli bianchi arruffati da ricordare vagamente Einstein. Gli studenti all'università affollano le sue lezioni di informatica al grido 'Costa santo subito' - basta sovrastrutture, l'informatica deve semplificare la vita, liberare i poveri da lavori che oggi svolgono come una penitenza. Il telelavoro non è ancora stato realmente sfruttato come possibilità, ma è un futuro di libertà».

Anche se doveva rappresentare l'alternativa «cotta», non molto dissimili le argomentazioni di Pino Bruno: «Gli informatici sono dei sadici, ma avete presente i manuali di spiegazioni? E' roba da pazzi! Ho iniziato a scrivere di informatica proprio per codificare dall'informatichese, una lingua impossibile altrimenti da comprendere».

Su un concetto i due relatori si sono trovati a divergere durante la discussione: Pino Bruno ha sottolineato una sorta di controriforma informatica, con molte delle promesse fatte qualche anno fa che stentano a partire (un esempio è la carta d'identità elettronica) e questo mortifica molti slanci e attese; al contrario Costa evidenzia come sia ormai impossibile tornare indietro, perchè le scelte fatte sono irreversibili. Piuttosto è in atto una continua evoluzione, tanto che appare morente il concetto di personal computer rispetto al telefonino, nuovo oggetto informatico integrato.

La serata non ha mancato di lanciare provocazioni, specie da Luciano Costa con il suo desiderio di verniciare di bianco la Cappella Sistina, un modo di liberarsi di un passato sul quale noi italiani ci stiamo ripiegando culturalmente invece di guardare oltre e portare avanti i processi di innovazione e crescita tecnologica. Concetto che vede ampiamente d'accordo anche il padrone di casa, Giancarlo Di Paola.

Che il nostro Paese non investa in ricerca ed innovazione è qualcosa che ormai sanno anche le pietre, che corriamo seriamente il rischio di trovarci sono con in mano un mucchio di pietre vecchie, anche, ma è dal passato che si trova la consapevolezza di quello che si è, per riuscire ad emergere nel presente e progettare un futuro migliore.
In questo l'informatica, cotta o cruda che sia può dare una mano, nel riuscire a conservare la Storia che l'Italia rappresenta per il mondo e trasmetterla alle generazioni future, come patrimonio del mondo.

Rita Schena

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