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Giovedì 21 Settembre 2017 | 14:06

«Vendola cattolico, ma non segue Chiesa»

Lo afferma il presidente dei vescovi pugliesi, mons. Ruppi, che replica alle dichiarazioni fatte dal presidente della Regione Puglia sulla questione dei Pacs
BARI - «Non è nostra intenzione entrare in polemica con chi, pur dichiarandosi cattolico, si scosta visibilmente dall'insegnamento della Chiesa in materia di famiglia, di etica e di costumi sessuali», ma «non è possibile essere cattolici e disattendere il magistero». Lo afferma il presidente dei vescovi pugliesi, mons.Cosmo Francesco Ruppi, che in una nota replica alle dichiarazioni fatte ieri da Nichi Vendola sull'intervento del card.Ruini dei pacs e avverte: «O si è cattolici o non lo si è, non si può essere cattolici a metà quando ci conviene».
«La nostra gente - afferma Ruppi - ha bisogno di lavoro, di sviluppo, di onestà, di interventi sociali, volti ai poveri e a ai disoccupati e non ha invece alcun bisogno di polemiche pseudo-religiose, che producono solo confusione e disdoro». Secondo Ruppi, non c'è stata alcuna ingerenza del card.Ruini «nel recinto dello Stato italiano», ma la Chiesa ha «il dovere di insegnare ai fedeli la verità e di difendere anche pubblicamente il matrimonio e la famiglia, senza per questo ignorare il problema dei figli nati fuori del matrimonio che hanno il diritto di essere difesi e tutelati». «C'è un laicismo strisciante - ha detto ancora - che deve fare aprire gli occhi a tutti, in modo particolare a chi ha pubbliche responsabilità o aspira ad averle».
«La Chiesa è lontana dalle polemiche partitiche - conclude Ruppi - nè si ingerisce nel dibattito in atto tra le varie componenti politiche, non per questo deve stare zitta di fronte ai problemi morali o deve impaurirsi di fronte alla crescente ostilità di chi vorrebbe relegarla nell'ambito strettamente privatistico: la fede, infatti, è un dono che permea la persona, la vita, la famiglia e la società e va testimoniata pubblicamente anche a costo di dileggi o incomprensioni».

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