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Lunedì 25 Settembre 2017 | 15:17

Carburante Atr, la prima denuncia nel 2003

L'hanno appurato i consulenti nominati dai legali d'uno dei 16 superstiti dell'incidente, avvenuto il 6 agosto scorso, sul volo Tunitair da Bari a Djerba
ROMA - Una richiesta, rimasta disattesa, di modificare la strumentazione utilizzata sugli aerei Atr per la misurazione del quantitativo di carburante presente nei serbatoi fu presentata un paio di anni fa dal Dipartimento Trasporti della Repubblica di Irlanda alla Easa (Agenzia europea sicurezza area) all'indomani di un incidente occorso l'8 agosto 2003 ad un Atr 42 in volo sulla tratta Dublino-Galway rimasto a secco di cherosene. Questo, a quanto si è appreso, emergerebbe dagli accertamenti compiuti dai piloti Radini e Floridia, i consulenti nominati dagli avvocati baresi Nicola Persico e Davide Romano che assistono uno dei sedici superstiti dell'incidente avvenuto il 6 agosto scorso all'Atr 72 della Tuninter in volo da Bari a Gerba, nel quale sedici persone morirono nelle acque dinanzi alla costa palermitana, e la Uil Trasporti piloti, entrambi parti civili nelle inchieste delle procure di Palermo e Bari.
Nella «raccomandazione di sicurezza» inoltrata dall'ente irlandese all'Easa, in particolare, veniva chiesto di «rendere indipendente sugli Atr il circuito che segnala il basso livello di carburante da quello che indica la quantità totale dello stesso».
«Non risulta - rilevano Persico e Romano - che nè l'Easa nè il costruttore di aeroplani abbiano introdotto questo tipo di modifica che avrebbe potuto essere un elemento, molto probabilmente, importantissimo per mettere sull'avviso i piloti di quanto stava avvenendo sull'Atr 72 della Tuninter». Il velivolo, secondo quanto finora stabilito dalle inchieste, sarebbe precipitato per la mancanza di carburante.

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