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Martedì 26 Settembre 2017 | 16:50

Parte da Bari la «Sfida» dei disabili a scuola

Andrea Ricciardi, segretario nazionale di «Sfida», il sindacato famiglie con disabili, ha inviato al presidente del Consiglio una lettera nella quale denuncia la riduzione in Italia delle ore di sostegno per gli alunni diversamente abili
BARI - Si chiamano Giuseppe, Donato, Michele, Marco, Luigi, Maria: sono alcuni dei tanti ragazzi disabili che, con l'inizio della scuola, si sono visti ridurre in Italia le ore di sostegno. Le loro storie, di attesa e di speranza delusa, sono raccontate in una lettera che Andrea Ricciardi, segretario nazionale di «Sfida», il sindacato famiglie con disabili, ha inviato al presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi.
Già il 31 agosto scorso Ricciardi aveva segnalato a Berlusconi che in Italia, da qualche anno, le scuole, sulla base delle diagnosi funzionali, comunicano al Csa, l'ex provveditorato agli studi, le ore necessarie per il sostegno agli alunni disabili dell'istituto ma, quasi sistematicamente, le ore di sostegno vengono ridotte.
Il mese di settembre significa dunque per tanti genitori - segnala Ricciardi - l'inizio di una lotta per garantire il diritto allo studio del proprio figlio. E le storie segnalate sono centinaia. Come quella di Giuseppe, disabile con Kinesipatia encefalica, paraparesi spastica non deambulante, iscritto per la prima volta al primo anno di un istituto di scuola media superiore: la scuola aveva richiesto 18 ore settimanali di sostegno e il Csa ha assegnato 9 ore settimanali motivando la decurtazione per diagnosi non aggiornata.
E poi c'è Donato, disabile con ridotte prestazioni intellettive e insufficienza mentale: negli anni scolastici precedenti aveva 18 ore settimanali di sostegno, il Csa quest'anno ha assegnato per lui 9 ore settimanali perchè ha ritenuto la diagnosi non sufficiente. E ancora: Michele (Foggia) affetto da ritardo cognitivo, negli anni scolastici precedenti aveva 9 ore settimanali di sostegno che il Csa ha ridotto quest'anno a 4,5 ore settimanali perchè ritiene la diagnosi non sufficiente. Marco (Taranto) nell'anno scolastico 2004/2005 aveva 12 ore settimanali di sostegno, il Csa quest'anno ha assegnato 9 ore settimanali e non si conosce la motivazione.
Fabio (Palermo) frequenta la scuola materna e nella sua scuola ci sono tre ragazzi con disabilità grave con regolare riconoscimento della legge 104/92; il Csa ha assegnato solo 2 insegnanti di sostegno con riduzione delle ore di sostegno senza specificare le ore assegnate a Fabio.
Maria (Grosseto) frequenta la seconda media e nell'anno scolastico 2004/2005 aveva 18 ore settimanali di sostegno, il Csa quest'anno ha assegnato 9 ore settimanali e non si conoscono le motivazioni. All'Istituto d'arte di Macerata - denuncia Ricciardi - a fronte di una richiesta di 144 ore settimanali di sostegno sono state assegnate solo 103 ore, circa il 30% in meno. In Sardegna il contingente organico assegnato alle scuole è di 2.400 docenti per 4.400 studenti disabili.
I genitori dei ragazzi «disabili» intendono quindi scendere in campo con forza e si batteranno - annunciano - non solo per le ore di sostegno ma anche perchè lo Stato e le Regioni contribuiscano completamente all'acquisto di ausili indispensabili per la vita quotidiana dei disabili. E perchè l'indennità di accompagnamento, di 443,87 euro mensili, per i disabili gravissimi, venga equiparata almeno allo stipendio lordo di una badante che lavora 36 ore settimanali. Chiedono anche che la pensione di invalidità passi da 233,87 euro a 500,00 euro mensili. E, infine, sollecitano con forza un impegno personale di Berlusconi affinchè venga approvata una proposta di legge presentata da alcuni deputati il 29 aprile 2004 in materia di prepensionamento di genitori di portatori di handicap in condizioni di gravità.

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