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Giovedì 21 Settembre 2017 | 21:42

Mafie - Da Bari parte l'«internazionale del bene»

S'avvia dalla Puglia il lungo viaggio (toccherà 7 Paesi euromediterranei) della Carovana internazionale antimafie, il «movimento di popolo» nato all'indomani di quella stagione di stragi che uccideva Falcone e Borsellino, partorendo i peggiori nemici del crimine organizzato, due esempi
BARI - Partirà alle 23 di oggi, dalla Puglia, la Carovana internazionale antimafie, il «movimento di popolo» - come lo chiamano i «carovanieri» - nato all'indomani di quella stagione di stragi che uccideva Falcone e Borsellino, partorendo i peggiori nemici del crimine organizzato, due esempi.
Questa mattina, a Bari, Carovana e «carovanieri» si sono presentati alla stampa per dire che, dopo aver girato per 12 anni l'Italia, questa novella «internazionale del bene» ora dirige la prua verso l'Albania, per poi toccare la Serbia, il Montenegro, la Bosnia Erzegovina, la Svizzera, la Francia e il Marocco. Ma anche per rimarcare il concetto - sono parole di don Luigi Ciotti, presidente dell'associazione «Libera» - che «le Mafie non moriranno mai, mai, se non cambia un certo modo di fare politica. Perchè quattro sono i "pilastri": l'azione delle Forze di Polizia, la politica sociale, l'educazione e la memoria, il non dimenticarci delle vittime della Mafia».
«Carovaniere» della prima ora, l'ex componente della Commissione Parlamentare Antimafia e attuale presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ha fatto un'analisi adamantina della Mafia in Puglia. Perché è vero che, al contrario di quanto accade in altre aree del Sud, questo è un fenomeno che non permea la società pugliese, «giacché le organizzazioni mafiose da noi sono fortunatamente un fenomeno recente», ma c'è una «pericolosa subcultura mafiosa». E' in questo sottile, trasversale, nemico della società civile che, secondo Vendola, si deve agire di "politica". «Questa lotta - ha detto - difficilmente possono farla le Polizie, questa è la lotta alle periferie, lotta nelle scuole».
E per rendere efficace la lotta il sindaco di Bari, Michele Emiliano, ha reiterato la richiesta (già esplicitata davanti al premier Silvio Berlusconi in occasione dell'inaugurazione della 69esima Fiera del Levante), di «nuovi strumenti legislativi e finanziari, che permettano di operare in periferie come Enziteto», il quartiere degradato di Bari in cui, un grappolo di mesi fa, una bimba moriva di fame.
Carovana e «carovanieri» oggi pomeriggio saranno nel cimitero di Gagliano del Capo, nel Salento, davanti alle tombe di quegli immigrati che hanno perso la vita mentre tentavano di sbarcare in Puglia. Tombe e cimitero sono simboli, potevano essere altri, in altri luoghi. Lo stesso Canale d'Otranto è la tomba di decine di extracomunitari. L'unico obiettivo di convergere lì è - dicono i «carovanieri» - di riflettere e non perdere memoria delle vittime delle Mafie, d'ogni nazionalità.
«L'ultima tappa della Carovana - ha detto Tonio dell'Olio, di Pax Christi e presidente nazionale di "Libera" - sarà in Sicilia, il 16 dicembre».
Un porto da cui partire, uno cui tornare, che il viaggio dell'«internazionale del bene» sia lungo.
Marisa Ingrosso

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