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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 09:19

Ostuni - Sventata truffa da 28mila euro

I Carabinieri hanno inseguito ed arrestato due romani ed una rumena che avevano acquistato un'imbarcazione di 11 metri da un avvocato tarantino con un assegno falsificato. Il vero titolare del conto corrente era stato derubato
BRINDISI - I Carabinieri della Compagnia di Fasano (Brindisi) sono riusciti a scoprire una banda di truffatori provenienti da Roma che stava per portar via una imbarcazione di 11 metri acquistata poco prima da un avvocato brindisino con un assegno falsificato.
L' episodio è avvenuto a Villanova di Ostuni. Un avvocato di Taranto aveva deciso di vendere la sua imbarcazione, uno scafo di undici metri con un motore di 250 cavalli, e per questo aveva fatto pubblicare annunci su siti internet e su riviste specializzate. La prima telefonata è stata fatta da Roma e gli interessati sono giunti nel Brindisino per visionare la barca. All'appuntamento si sono presentati due romani ed una ragazza rumena. La trattativa è andata avanti per una mezz'ora e poi le parti si sono accordate sulla cifra di 28.000 euro. Uno dei tre acquirenti ha tirato fuori dalla tasca un blocchetto di assegni ed ha provveduto a compilarne uno, con la cifra concordata, in favore del legale tarantino. Dopo di che, i tre hanno fatto caricare lo scafo su un carro attrezzi con cui avevano in precedenza raggiunto Villanova e sono ripartiti, diretti a Roma.
Solo a quel punto l'avvocato ha guardato con attenzione l'assegno ed ha notato che c'era qualcosa di strano. Da qui la decisione di telefonare al 112. I Carabinieri hanno fatto immediatamente una verifica ed hanno scoperto che il nome con cui era stato firmato il titolo bancario appartiene ad un signore che giorni fa aveva subito il furto della carta di identità. I militari, pertanto, si sono posti all'inseguimento del camion che è stato raggiunto e fermato nei pressi di Monopoli (Bari).
I tre occupanti - Rosario Paratori, di 36 anni, Stefano Campaniello, di 32 anni, entrambi di Roma, e Alina Antochi, di 22, di nazionalità rumena - sono stati tratti in arresto e devono rispondere di truffa pluriaggravata in concorso, violazione del decreto Pisanu e di ricettazione di documenti di identità. Il magistrato che si sta occupando dell'accaduto, Alberto Mattiace, ha disposto perquisizioni nei domicili romani dei tre. L'imbarcazione è stata recuperata e presto sarà riconsegnata al proprietario.

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