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Lunedì 25 Settembre 2017 | 06:34

Telecardiologia, in Puglia è un «salvavita»

Nell'ambito di un convegno, alla Fiera del Levante, è emerso che questa tecnologia, montata sulle ambulanze «118», è stata impiegata in 12.000 interventi
BARI - In un anno sono quasi quattromila i casi in cui la telecardiologia ha permesso interventi salvavita. Grazie a questo servizio attivato in Puglia, prima regione in Italia, su tutte le ambulanze del 118 è stato possibile riconoscere sul luogo del soccorso i casi di infarto e di altre patologie gravi e intervenire con terapie adeguate. Non solo: su un totale di oltre 12mila interventi è stato evitato il ricovero "improprio" per oltre 8500 pazienti per i quali l'elettrocardiogramma rientrava nella norma o presentava patologie cardiache di minore entità.
Queste cifre del progetto Leonardo, che si riferiscono al periodo tra l'11 ottobre 2004 e il 10 settembre di quest'anno, sono state illustrate stamani alla Fiera del Levante da Gianfranco Antonelli, responsabile scientifico del progetto frutto di una collaborazione tra la Regione Puglia e l'azienda farmaceutica Pfizer. All'incontro hanno partecipato, tra gli altri, il presidente della Regione, Nichi Vendola, l'assessore regionale alla Sanità, Alberto Tedesco, e il dirigente del servizio accreditamento, qualità e formazione dell'Ares (agenzia regionale sanitaria), Ambrogio Aquilino.
«Sulla base dei dati disponibili - ha sottolineato Tedesco - si può ipotizzare che il servizio abbia liberato in un anno risorse pari a 4 milioni di euro. Leonardo - ha aggiunto - non si ferma alla telecardiologia: partirà a novembre un progetto pilota di "disease and care management", un percorso assistenziale per pazienti con patologie cardiovascolari e soggetti a rischio, come quelli malati di diabete». Coinvolgerà la Asl Lecce 1, in seguito la Asl Bari 4 con l'obiettivo di estendersi a tutta la regione. «La novità più rilevante - ha aggiunto - è l'istituzione della figura del "care manager", un infermiere qualificato che affiancherà i medici. Il suo ruolo sarà aiutare i pazienti ad affrontare la malattia sostenendoli con interventi di educazione sanitaria e "counseling"».
«Per questo progetto - ha detto Aquilino - stiamo preparando un sistema di monitoraggio e misurazione dei risultati con un software gestionale realizzato in collaborazione con la facoltà d'Ingegneria dell'Università di Lecce».
«Con questa iniziativa - ha concluso Vendola - cambia il modello tra medico e paziente: dalla centralità della malattia si passa alla centralità del malato che non è più un pacco postale. Dobbiamo fare di questo progetto un'esperienza paradigmatica per ripensare l'organizzazione sanitaria. La telecardiologia colma la distanza tra emergenza e terapia appropriata. Una distanza che va superata anche quando è burocratica e psicologica».

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